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  • Capitolo 1: Introduzione

    Posted by Anonymous on Febbraio 26, 2019 at 4:24 pm


    Nota:
    I capitoli scritti dai professori precedenti si possono trovare nel pensatoio dell’ufficio di Incantesimi al settimo piano.


    Capitolo 1: Introduzione


    Etimologia e uso della parola
    La parola “incantesimi” deriva dal latino “incantare” e significa “cantare formule magiche”. “Cantare” deriva a sua volta da “canere” che ha la stessa radice di “carmen” (canzone, mito, leggenda). In effetti, quando lanciamo degli incantesimi abbiamo bisogno di utilizzare una formula, composta appunto da parole.

    Non sempre però è necessario usare delle parole. La magia involontaria dei bambini è indipendente dalle formule magiche ed è legata ai sentimenti e alle emozioni.
    Esistono anche alcuni incantesimi che non hanno alcuna formula, ma riescono solo ai maghi veramente esperti, come Silente che è in grado di accendere e spegnere le candele con la mano.

    Gli incantesimi non verbali sono invece una categoria distinta, perché hanno bisogno di una formula, la quale viene solo pensata e non pronunciata ad alta voce.

    Cosa serve per lanciare un incantesimo?
    – predisposizione magica
    – bacchetta magica
    – formula magica
    – movimento della bacchetta
    – effetto
    – intenzione

    Predisposizione magica: bisogna possedere la magia per poterla effettuare. Un Babbano o un Magonò con una bacchetta riuscirebbero al massimo a far spuntare delle scintille, non riuscirebbero a lanciare incantesimi controllabili.

    Bacchetta magica: incanalatore dell’energia magica, è uno strumento indispensabile ai maghi, solo i più abili riescono a fare magie senza.

    Formula magica: insieme di parole da pensare (incantesimi non verbali) o pronunciare (incantesimi verbali) per lanciare un incantesimo. Spesso derivano da parole latine e descrivono l’effetto dell’incantesimo.

    Movimento: ogni incantesimo ha un preciso movimento da fare con la bacchetta. Spesso i movimenti comprendono il polso e il braccio.

    Effetto: quando si lanci un incantesimo bisogna visualizzare nella mente l’effetto, in modo tale che abbia maggiori probabilità di successo.

    Intenzione: energia che si investe nell’eseguire un incantesimo (lanciare un incantesimo svogliatamente porterà un effetto diverso da quello lanciato con convinzione).

    Categorie di incantesimi
    Ci sono due tipi di categoria in cui vengono divisi gli incantesimi:
    – attacco, difesa, neutri/base
    – incantesimi/incanti, fatture, maledizioni.

    Anonymous ha risposto 4 anni, 9 mesi fa 0 Mago · 0 Risposte
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