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  • Capitolo 1 – Un po’ di storia

    Posted by Anonymous on Dicembre 8, 2018 at 8:42 pm



    I
    Un po' di storia


        L'uso delle piante e delle loro proprietà era già nota agli antichi e ai primati. L'idea di mescolare piante diverse per crearne un composto in grado di curare le malattie fu il primo passo per l'uomo nel campo medico.

        Il motivo del perché l'uso delle piante nelle prime Pozioni è molto più frequente di altre sostanze, risiede nel fatto che che esse sono relativamente immobili. Dato che non possono scappare o nascondersi, le piante hanno sviluppato un notevole arsenale di armi di difesa che possono allontanare, stordire o persino uccidere gli insetti e gli animali che le mangiano. Noi abbiamo imparato a sfruttare queste numerose sostanze, anche per gli scopi più comuni.
        Infatti, la razza umana dipende dal regno vegetale per circa un quarto dei medicinali e per quasi tutte le nostre droghe ricreative, comprese la caffeina del caffè, la teofilina del tè, la nicotina del tabacco, la teobromina del cioccolato e per altre sostanze psicoattive.

        Inizialmente si tendeva ad osservare il comportamento degli animali i quali, mangiando talune piante, potevano avere degli effetti anche piuttosto insoliti. Nel Camerun sudorientale, le scimmie mangiano i fiori e i rami dell'iboga, pianta da cui deriva l'ibogaina, ovvero un tipo di droga molto curiosa. La popolazione locale, infatti, notò uno strano comportamento negli animali quando assumevano tali piante. Essi entravano in uno stato di terrore frenetico, comportandosi come se fossero inseguiti da oggetti invisibili. Gli stessi sintomi furono individuati anche su alcuni gorilla, cinghiali e porcospini.
      Impressionati dall'effetto misterioso di tale pianta, gli antichi decisero di somministrare la pianta a dei cani per studiarne bene il principio attivo, e infatti notarono lo stato di terrore e il comportamento spaventato degli animali, che continuavano a scappare e abbaiare a qualcosa che non esiste. Così impararono che questa droga aveva effetti psichici che influivano sulle visioni.

    Il calderone

        L'esistenza del Calderone è molto più antica di quanto si possa pensare. Scritti e raffigurazioni legate alla medicina antica e alla magia, rappresentano molto spesso i medici e i maghi accanto a questo strumento indispensabile. Esso era simbolo di abbondanza e veniva spesso usato anche come contenitore per offerte in oro da donare agli Dei, che venivano gettate in acqua in modo che nessuno potesse recuperarle.

        Nella mitologia greca, la strega Medea ne aveva uno capace di restituire la giovinezza perduta (tagliando a pezzi un vecchio montone e gettandolo nel calderone, ne saltò fuori un agnellino), mentre nella cultura celtica irlandese era associato al dio Daghda.

        L'esempio forse più straordinario di calderone con connotazioni magiche è stato trovato il 28 maggio 1981 da alcuni scavatori di torba nell'acquitrino di Raevemose, accanto al piccolo villaggio di Gudestrup in Danimarca. Il reperto consiste nella base di un calderone d'argento a forma di coppa costituito da otto piastre laterali ricurve decorate con scene fantastiche di persone e bestie mitiche, che un tempo erano state saldate insieme per ornare le pareti del recipiente.
        Il calderone <>, di circa cinquattotto centimetri di diametro, era stato prodotto in Europa sudoccidentale, nella vallata inferiore del Danubio, dove allora c'era la Tracia. E' riaffiorato, smontato, sul terreno asciutto oltre duemila anni fa, ed è rimasto intatto.
        Uno dei ricercatori ha studiato il calderone e ne ha trovato scolpite scene di guerra e sacrifici, divinità barbute che si battevano contro bestie feroci, una dea a petto nudo in piedi affiancata da elefanti e un personaggio autorevole con palchi di cervo che con una mano brandiva un serpente dalla testa d'ariete e nell'altra aveva una collana attorcigliata.  Questi simboli fanno immediatamente pensare che si tratti di uno strumento usato non solo per i rituali magici, ma anche per quelli divini.

        Insomma, l'arte delle Pozioni è nata quasi quando è nato l'uomo e lo ha accompagnato in tutti i momenti più importanti, dalla preghiera alla guarigione, allo studio della magia e della botanica, permettendo di realizzare numerose Pozioni per gli scopi più svariati e di cui molte di esse sono racchiuse in questo volume, pronte per essere apprese e sperimentate.

    Buona lettura.

    Anonymous ha risposto 4 anni, 1 mese fa 0 Mago · 0 Risposte
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