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  • Compiti 2^ Lezione Erbologia – NightMagic191

    Posted by Anonymous on Gennaio 10, 2019 at 8:39 pm

    Tra tutte, quella che mi ha stupita di più è sicuramente il vischio. E' una pianta infestante, che si nutre letteralmente dell'albero su cui si aggrappa fino a prosciugarlo, le sue bacche sono tossiche… Eppure è simbolo di buon auspicio, fortuna e considerato anche suggellante della pace e dell'amore.
    Vi sono numerose leggende legate a questa pianta, provenienti da diverse culture, che hanno però in comune le stesse finalità benefiche.
    Secondo i druidi Celti, il vischio era in grado di guarire da ogni malattia, una sorta di placebo da adoperare con infusi e pozioni curative. Inoltre, sembrava avere poteri addirittura soprannaturali: poteva allontanare i demoni, e perfino consentire l'accesso all'oltretomba. Addirittura credevano che la pianta portasse la pace: anche se in battaglia, i Celti deponevano le armi e suggellavano il patto con un bacio.
    Anche i Latini ritenevano il vischio in grado di guidare verso il regno dei Morti: nell'Eneide di Virgilio, si narra che l'eroe fu costretto a recuperare un ramo d'oro (quindi di vischio) per poter scendere nell'oltretomba ed incontrare l'anima di Anchise, suo padre.
    Per i Boemi era d'uso credere che il vischio potesse allontanare i fulmini, tanto che questa pianta veniva chiamata “scopa del tuono”.
    In Africa si riteneva che le foglie di vischio garantissero l'incolumità di chi le recava con sé: per questo motivo i soldati ne avevano spesso sulla loro persona.

    Ci sono inoltre numerose leggende legate a questa pianta. Nella mitologia nordica, il vischio assume addirittura il ruolo di “arma” nell'uccisione di una divinità. Si narra che Balder, figlio di Frigg e Odino e fratello di Loki, temesse per la propria vita a causa di alcune visioni. Constatata la veridicità di quanto affermato, la dea Frigg decise di imporre un giuramento a tutte le cose della natura, animali, vegetali o minerali, affinché nulla potesse mai nuocere al suo amato figlio. Ogni cosa giurò alla dea, ed ella condivise la buona nuova con gli dei. Questi, per testare il giuramento (e anche un po' per divertirsi, diciamolo XD), si riunirono in cerchio intorno a Balder e iniziarono a lanciargli contro ogni cosa: pietre, rametti, tutto quel che capitava loro a tiro. Effettivamente, il giovane Balder non riportò neppure un graffio.
    Suo fratello Loki, geloso delle attenzioni ricevute e non gradendo la sua invulnerabilità, decise di portare un po' di scompiglio. Si recò nel luogo dove gli dei erano riuniti, e trovò Hodar, cieco e disarmato, che aspettava fuori a braccia conserte. Gli domandò cosa facesse lì, e questi rispose che non poteva partecipare al gioco degli dei perché non vedeva. Dopo alcune domande piuttosto mirate, Loki fu in grado di sapere da lui che Balder era solo in apparenza immune: infatti il vischio, ritenuto troppo giovane e fragile per poter rappresentare una minaccia, non aveva giurato alla dea. Allora Loki, intravista la sua possibilità di vendetta, si allontanò in gran segreto, si travestì da vecchia straniera e raccolse un ramo di vischio, quindi si recò di nuovo da Hodar e lo persuase a tentare di partecipare al gioco lanciando il ramo di vischio con il suo arco. La freccia improvvisata, guidata dalla mano di Loki, colpì in pieno Balder, che stramazzò a terra privo di vita. La dea Frigg, che vide suo figlio morirle davanti agli occhi, pianse disperatamente sul suo corpo esanime, e le candide lacrime si impigliarono sul ramo di vischio, trasformandosi in bacche perlacee.
    La storia prosegue dicendo che Frigg, desiderosa di riportare suo figlio in vita, chiese a tutti gli esseri viventi di piangere per suo figlio, così da commuovere gli Asi e concedergli di tornare tra i vivi. Tutte le creature piansero, eccetto una vecchia che viveva in una caverna, che si dice fosse proprio Loki travestito, il quale impedì che Balder potesse tornare.

    Infine, vi è una storia legata al Natale.
    Un vecchio mercante, avido ed egoista, viveva solo per i propri affari. Non aveva amici né famiglia, solo clienti.
    Una notte non riusciva a prendere sonno. Pensando di distrarsi, si alzò e andò a contare i molti denari guadagnati quel giorno, denari che venivano da gente povera che aveva dovuto risparmiare molto per potersi permettere la sua mercanzia. Eppure, a lui non importava di quella povera gente.
    Il sonno però non voleva venire a trovarlo, e così decise di recarsi fuori a fare due passi.
    Ad un certo punto, scorse un nutrito gruppo di persone che confluiva nello stesso punto, con il sorriso che illuminava loro il volto. Qualcuno si appressò a lui, chiamandolo fratello e chiedendogli se si sarebbe unito a loro. Il mercante li guardava attonito: lui non aveva fratelli, e di certo non amava la compagnia di quella povera gente. Eppure, per qualche strana ragione, si sentiva attratto dalla misteriosa meta inseguita dalla folla.
    Ovunque guardasse, vedeva solo povera gente vestita di stracci. Eppure i loro volti erano luminosi e gioiosi, come se possedessero la più grande delle ricchezze. Qualcosa in lui si mosse: si rese conto per la prima volta in vita sua di quanto spregevole e ingannatore era stato, estorcendo denaro con la sua merce a persone che rinunciavano a molto per comprare. E quegli stessi sfruttati lo chiamavano fratello e lo invitavano a venire con loro.
    Fu così che, d'un tratto, vide dove erano giunti: la grotta di Betlemme, rischiarata dallo splendore della stella cometa, annunciava la nascita del Bambino Gesù. Tutti i presenti, anche i più poveri, avevano portato con loro dei doni per il Figlio di Dio, e lui che era tanto ricco era giunto a mani vuote.
    Quando fu il suo turno di rendere omaggio al Messia, cadde in ginocchio davanti alla mangiatoia e iniziò a piangere, chiedendo al Signore d'essere perdonato per le sue malefatte. Si alzò, allontanandosi dall'entrata, e si appoggiò a un albero lì accanto, sempre piangendo. Pianse tutta la notte, corroso dal rimorso, e quando finalmente giunse l'alba e il suo cuore divenne buono, le lacrime del vecchio mercante brillarono come perle tra le foglie dell'albero, e così nacque il vischio.

    Allego una mia vecchia illustrazione del Vischio:

    2Q3PR.jpg

    Anonymous ha risposto 4 anni fa 0 Mago · 0 Risposte
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