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  • Compiti 2^ lezione – GinevraLovegood

    Posted by Anonymous on Febbraio 1, 2019 at 5:57 pm

    1 – Rispondi alle seguenti domande selezionando una delle opzioni disponibili

    a.  Un trickster è:
    -un mentitore che crea e risolve inganni

    b.  Le caratteristiche principali di Loki sono:
    -l’abilità oratoria, l’ambiguità e la furbizia

    c.  L’equivalente potteriano dello stato di Loki è:
    -metamorfomagus

    d.  Le parentele di Loki sono:
    nessuna delle tre opzioni è corretta; Loki è il fratello di Odino e lo zio di Thor

    2 – Se la Casa di Serpeverde non esistesse e dovessi smistare Loki in una delle altre tre, quale sceglieresti e perché?

    Se non potessi smistare Loki in Serpeverde, lo smisterei in Corvonero. Questo dio possiede un numero di caratteristiche che condivide con i Corvonero: l’intelligenza, la scaltrezza, la propensione a utilizzare strategie per risolvere i problemi e una grande abilità oratoria. Al contrario dei Grifondoro, Loki non agisce mosso da particolari valori o ideologie e, a differenza dei Tassorosso, Loki non punta alla collaborazione o all’armonia con le altre persone.

    3 – Scegli un personaggio proveniente da un libro, un film o qualsiasi opera visiva/letteraria che ti sembri affine a Loki: spiega le motivazioni della tua scelta, descrivendo un paragone tra i due, le principali somiglianze e le differenze (sono accettati anche gli esempi già fatti a lezione, come i gemelli Weasley o Moriarty, ma il testo dev’essere completamente prodotto dagli utenti)

    Ho scelto un personaggio dall’universo di Game of Thrones, Jaqen H’ghar (premetto che mi riferisco al personaggio nella serie tv HBO, non dei libri, perchè non li ho letti :rotolo: )
    Jaqen è un personaggio molto particolare e affascinante all’interno della saga di GoT. Fa parte dei cosiddetti “faceless men”, un gruppo di persone che, attraverso anni di pratica, diventano in grado di assumere le sembianze di altri – letteralmente, di “indossare” i volti di altre persone. Questa capacità, come si può dedurre facilmente, lo rende un assassino imprevedibile e praticamente infallibile. Il paragone con Loki è nato proprio da questa loro similitudine: entrambi sono in grado di cambiare aspetto – anche se con modalità diverse – e di essere, letteralmente e metaforicamente, personaggi “camaleontici”. Inoltre, entrambi tendono ad agire di strategia, silenziosamente e nell’ombra, piuttosto che con audacia e impulsività.
    Ciò che più li differenzia, a mio parere, è che, per quanto riguarda Loki, queste capacità vengono adoperate per raggiungere fini personali, per ottenere un vantaggio di qualche tipo o anche solo per suo divertimento; in ogni caso, per se stesso.
    Per Jaqen, invece, non esiste un “io”: il personaggio, come tutti i faceless men devono fare, ha rifiutato l’esistenza di una sua individualità, è diventato un “no one” e tutte le sue azioni devono avere il solo scopo di servire il suo dio. 

    4- Elabora sul discorso di Loki: ogni tipo di riflessione è accettata. Puoi dirmi se sei d’accordo o no e perché, puoi prendere esempio da altri accadimenti storici per fare un paragone, puoi paragonare questo film ad altri film o libri, o semplicemente scrivermi se questo discorso ti ricorda qualcosa.

    Il discorso di Loki riflette sicuramente l’abilità oratoria di cui parlavamo a lezione. Nel film Marvel, come si vede nel video, il tentativo di Loki di assoggettare l’umanità non avviene solo attraverso la forza dei suoi poteri, ma anche attraverso un’astuta manipolazione verbale da parte del dio. Loki tenta di persuadere la folla ad arrendersi, a cedere volontariamente la propria libertà e consegnarla a qualcuno che sa come governarli. E chi potrebbe essere questo qualcuno, se non Loki stesso, ovviamente? Il personaggio, infatti, si pone al di sopra degli umani, come un essere superiore che sa di cosa l’umanità ha bisogno meglio di quanto non lo sappia l’umanità stessa. Loki pretende di conoscere la “vera natura” dell’uomo e di cosa ha realmente bisogno: ovvero, secondo il dio, di essere soggiogato da qualcun altro.
    Questo tipo di retorica mi ricorda quella di molti dittatori che, nel corso della storia, hanno oppresso minoranze e additato gruppi di persone come ‘inferiori’. Il meccanismo di identificare una o più persone come ‘superiori’ rispetto ad altre è estremamente pericoloso, poichè dà automaticamente loro il diritto di violare i diritti di coloro che, invece, sono considerati ‘inferiori’. A pochi giorni di distanza dal giorno della memoria, sicuramente il primo esempio che mi viene in mente in cui questo meccanismo è stato attuato nella storia è la Germania nazista della prima metà del ‘900; purtroppo, però, se ne potrebbero menzionare anche tanti altri, che sono avvenuti nel passato o che si svolgono nel presente. Quello che ci ricorda questo discorso è proprio il fatto che noi ora non siamo “fuori pericolo”: dobbiamo prestare sempre attenzione a questo tipo di dinamica oppressiva, allenarci a riconoscerla e denunciarla.

    Anonymous ha risposto 3 anni, 12 mesi fa 0 Mago · 0 Risposte
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