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  • Compiti prima lezione – Lele_Sante

    Posted by Anonymous on Ottobre 14, 2018 at 8:50 am

    La divinazione è nata a seguito del pensiero mitico della preistoria. Nei tempi antichi ha rappresentato un'evoluzione di conoscenza in un momento in cui scienza e magia non erano distinguibili; solo in tempi recenti, dopo uno sviluppo di quasi tre millenni, vengono viste come completamente antitetiche. La stessa scienza agli albori o nei primi momenti di indagine non negava l'affinità ad una forma di magia: nel XVI secolo si chiamavano “magia naturale” le discipline che poi sarebbero diventate “scientifiche”. Dai primi momenti della storia delle civiltà mesopotamiche, dalle tavolette di argilla, emergono numerosissimi esempi di uso e pratiche di divinazione, che costituiscono le più vivide rappresentazioni della vita di tutti i giorni in quei tempi antichi. La divinazione scaturiva da una profonda convinzione che le cose del mondo fossero associate e si muovessero contemporaneamente.
    Sumeri, Accadi e Babilonesi raccolsero, nell'arco di dieci o forse quindici secoli, decine di migliaia di presagi e li trascrissero accuratamente in manuali dettagliati, ognuno accanto all'evento che lo seguì e che, secondo la loro credenza, ne fu la conseguenza. Questi manuali raccoglievano osservazioni di qualunque tipo: nascite prodigiose o mostruose, comportamenti animali o umani, forme di pietre o di piante, fenomeni atmosferici e meteorologici, posizioni degli astri e dei pianeti, sogni, ecc. La raccolta più completa che sia stata rinvenuta consta di 107 tavolette di argilla con circa 10.000 presagi ed è chiamata summa alu dalle prime due parole della frase (in accadico) “se una città è posta su un'altura” con cui questa raccolta inizia.

    Nella Grecia antica la divinazione era regolata dalla religione e si esprimeva nella consultazione degli oracoli;[7] i responsi dell'oracolo di Delfi erano tenuti in elevata considerazione, al punto da costituire norme religiose; queste norme, raccolte dai sacerdoti di Apollo, sono considerate la base della comune cultura greca e non solo dal punto di vista etico o religioso.

    Nella Roma antica era molto popolare recarsi ogni anno al santuario della Fortuna Primigenia per una consultazione.[4] Di diversa natura erano i Libri sibillini, trascrizione di responsi oracolari che erano consultati da appositi sacerdoti (detti viri sacris faciundis) in occasione di certe decisioni pubbliche di carattere religioso. Nell'arte divinatoria fondamentali furono gli auspici degli auguri e l'aruspicinia degli aruspici.

    Con l'avvento del Cristianesimo le pratiche divinatorie pagane e i templi oracolari vennero progressivamente abbandonati. Gli imperatori e in seguito i re cristiani continuarono comunque ad affidarsi a indovini e astrologi di corte, anche se ufficialmente bandivano tali pratiche. Durante il periodo dell'Inquisizione gli indovini, al pari degli stregoni, venivano giudicati eretici, scomunicati e, soprattutto nel periodo della caccia alle streghe, condannati a morte sul rogo.

    Nella storia della letteratura italiana, il titolo di vate sarà associato a:

    Ugo Foscolo, durante il Risorgimento, quale vate della Patria italiana e della sua libertà.
    Gabriele D'Annunzio (Massone di 33º grado), quale vate del fascismo.

    Anonymous ha risposto 4 anni, 3 mesi fa 0 Mago · 0 Risposte
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