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  • FanFiction Queste Oscure Materie

    Posted by Anonymous on Settembre 13, 2012 at 7:09 pm
    Allora questa è la mia prima FanFiction ed è ispirata alla trilogia Queste Oscure Materie di Philip Pullman senza tener conto del libro inedito “La Oxford di Lyra”, ci può essere l’aggiunta di personaggi per dare un senso alla storia, ma tutti gli altri personaggi sono strettamente attinenti al libro. Sono TOTALMENTE aperta alle critiche (che siano costruttive però)… Inoltre vorrei che mi aiutaste a decidere il titolo se è possibile, se volete possiamo discutere anche via mp…. Questo è il primo capitolo, ne pubblicherò uno ogni 3 mesi o prima dipende con la scuola ecc, siccome non sono kia, tanto per intenderci… ehm Se non avete letto questa trilogia vi consiglio vivamente di leggerla perchè è davvero mooolto bella, anche perchè altrimenti per voi questa Fanfiction non avrebbe nessun senso… detto questo buona lettura! Very Happy

    FanFiction


    Capitolo 1
    Il san Giovanni di Lyra

    Era il giorno di San Giovanni.
    Lyra e il suo daimon camminavano fianco a fianco, anche se Pan qualche volta si allontanava da lei per arrampicarsi sugli alberi dell’Orto Botanico, ma Lyra lo richiamava quasi subito:
    “Pan, andiamo, non è questo il momento e tu lo sai bene! Siamo già abbastanza in ritardo senza che tu ti perda in simili sciocchezze!”
    Così, insieme, arrivarono a quell’ultima panchina e, non appena si sedettero sentirono le campane suonare. Segno che era mezzogiorno, pensò Lyra, e, fortunatamente, erano riusciti ad arrivare in tempo. E lei, in cuor suo, sapeva che, in quello stesso istante, in un’altra Oxford, Will stava facendo lo stesso. Quanti ricordi! Era tutto così lontano eppure così vicino… Erano trascorsi due anni da quando lei e Will si erano salutati con un bacio e, involontariamente, una sua lacrima era finita sul volto del ragazzo che amava fino a sentirsi male. Erano trascorsi due anni da quando si erano visti per l’ultima volta ed erano trascorsi due anni da quando lui aveva chiuso quella maledetta finestra e, infine, aveva rotto il coltello, coltello che era l’unica cosa che gli avrebbe potuti ricongiungere quando ancora erano in vita. Eppure era consapevole che, nonostante tutto, avevano preso la decisione giusta. Non avevano pensato a loro stessi, ma agli altri e di questo andava fiera. In quei due anni, però, molte erano le cose che erano cambiate, anche se, per lei, nessuna di esse aveva un vero e proprio valore.
    Lyra era stata invitata varie volte nel clan di Serafina Pekkala o a Svalbard da Iorek per un paio di giorni e lei ci andava volentieri, ma non con l’entusiasmo di un tempo. Iorek e Serafina, rendendosi conto di questo, cercavano in ogni modo di farla sentire a proprio agio e, infine, non sapendo più cosa fare, si rattristavano per lei. Naturalmente Lyra, che era sempre stata una ragazza sveglia, se ne rendeva conto e cercava di sembrare felice per non far preoccupare nessuno, il fatto era che non le riusciva molto bene… E’ mai capitato anche a voi di voler nascondere uno stato d’animo a qualcuno, cercando di rendersi l’opposto di quello che si è e poi finire col fare un bel pasticcio? Beh è quello che succedeva a Lyra. Certe volte interveniva Pan che le sussurrava all’orecchio frasi del tipo:
    “ Eddai, cerca di divertirti per una volta!” Lei si impegnava e cercava con tutte le sue forze di divertirsi, anche perché, si era resa conto, ne aveva un gran bisogno, ma proprio non riusciva: era più forte di lei! Perché ogni cosa facesse gli ricordava di come, solo due anni prima, l’avesse fatta insieme a Will o come sarebbe stato se lui fosse stato lì con lei e questo, lo capirete anche voi, non aiutava per niente.
    Per fortuna, però, c’era la scuola e lo studio dell’aletiometro a tenerla occupata…
    Naturalmente, aveva accettato la proposta di Madame Annah e si era trasferita nel college femminile di St Sophie per (ri)imparare a leggere l’aletiometro.Ci teneva davvero tanto, dal momento che, una delle cose che le mancavano, oltre a Will, era proprio questa: si era così affezionata alla “Bussola D’Oro” che ora voleva a tutti costi tornare ad appropiarsene.
    Inoltre, come aveva previsto, aveva fatta amicizia con gran parte delle ragazze del college, non erano sicuramente Roger o gli altri ragazzi, ma, come dire, anche loro avevano un certo fascino. Ce n’era una in particolare che le stava molto simpatica ed era sicurissima che la simpatia fosse ricambiata, Allie, si chiamava. Così, un giorno, decise di raccontargli tutto: da quando lei e Pan si erano nascosti in quell’armadio che aveva dato inizio alle loro avventure, fino al momento in cui lei e Will si erano salutai con quell’ultimo bacio. La sua reazione era stata memorabile e, penso Lyra, non l’avrebbe mai potuta dimenticare: Allie aveva quella capacità di ascoltare che ti faceva venire voglia di continuare, di continuare a raccontare all’infinito e poi poneva sempre le domande giuste al momento giusto e non dimenticava mai di completare il tutto con esclamazioni di gioia o di dolore. Ad esempio quando si era messa a raccontare della caraffa di Tocai…
    “E allora io e Pan, nascosti dentro l’armadio, abbiamo visto tutto: il Maestro che versava del veleno nella caraffa di vino di mio Zio Asriel, che poi si scoprì essere mio padre…”
    “Oh ma è terribile! E tu glielo hai impedito, vero? Di avvelenarlo intendo.”
    “Certo! Gli sono saltata addosso all’ultimo momento e ho rotto il bicchiere con il vino…”
    “Wow! Che tempismo! Sei stata davvero coraggiosa…Ah…”

    Così, Lyra, sorrideva compiaciuta di rimando.
    O gli raccontò di quando aveva liberato tutti quei bambini o ancora quando aveva fatto salire al trono Iorek…
    “Insomma sono arrivata da Iofur e ho finto di essere il suo daimon, perché, devi sapere, che lui voleva così tanto un daimon…”
    “Oh, che astuzia! Io non sarei mai riuscita nemmeno a pensare una cosa del genere, figuriamoci a farla!”
    e intanto stringeva più forte il suo daimon, che era un gatto color del rame e si chiamava Terry. Questo le ricordava ancora di più Will, perché anche il suo daimon era un gatto, ma, al contrario di ciò che potreste pensare, non la rendeva affatto triste, anzi, le dava un motivo in più per fidarsi di lei. Ma la reazione più pazza era stata quando le aveva raccontato di come lei e Will erano stati nel mondo della Morte…
    “No! Davvero???” disse con gli occhi che le brillavano “E come è stato? Voglio dire…”
    “Oh, non saprei come definirlo… All’inizio ero spaventata nel vedere tutte quelle persone morte, ma, soprattutto, la difficoltà più grande è stata quando Will e io abbiamo dovuto lasciare Pan e Kirjava, il suo daimon, su quella sponda, perché non potevamo portarli con noi, comunque eravamo decisi a rivedere Roger e Jhon, il padre di Will…”
    “Cosa?! Come ci sei riuscita??? Dev’essere stata una cosa così dolorosa, ancor più dolorosa che farsi trafiggere da coltelli ardenti…”
    E mentre diceva questo chiudeva le unghie sulla morbida pelliccia di Terry.
    “Ma sai cos’ho scoperto alla fine??” disse Lyra sorridendo “Che il nostro legame è intatto! E che Pan e Kirjava sono come i daimon delle streghe, che possono allontanarsi per miglia senza provare alcuna sofferenza!”
    “Wow!! Non ci posso credere! Deve essere molto bello riuscire ad allontanare il tuo daimon fino a una distanza così lunga…”
    disse Allie sospirando.
    “Già!” rispose di rimando Lyra sorridendo.
    E così andavano avanti per ore e ore…
    Lyra,alla sua amica aveva raccontato proprio tutto: perfino dell’”incontro” tra lei e Will nel giorno di San Giovanni. Allie, che, comprendeva benissimo Lyra, non le aveva nemmeno chiesto di venire, essendo ben consapevole che non doveva immischiarsi in cose così delicate. E aveva ragione: Lyra le era molto grata per questo, dato che, non ce l’avrebbe fatta a rifiutare se glielo avesse chiesto!
    Ora stava seduta su quella panchina e cercava di comunicare a Will tutto quanto: quello che era successo durante la sua assenza, le cose che erano cambiate, quelle che erano rimaste sempre le stesse e ciò che lei, ancora, provava per lui. Non era affatto facile parlare con una persona, che, “fisicamente”, non c’era, ma a lei veniva spontaneo e naturale: un po’ come era successo con l’aletiometro due anni prima. Per lei leggerlo era molto semplice, mentre se si fosse trovata nella situazione di spiegarlo agli altri sarebbe diventato impossibile.
    “Ti amo ancora Will… Ti amo con tutta me stessa!” sussurrò infine…

    Anonymous ha risposto 10 anni, 4 mesi fa 0 Mago · 0 Risposte
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