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  • Finta morte di una Cacciatrice

    Posted by Anonymous on Aprile 17, 2010 at 12:48 pm

    Premetto che l'ho scritta con i piedi 😛
    dedicata a tutti i calciatori che sono morti sul campo… Avrei voluta scriverla meglio
    Questo è il video che mi ha ispirata: http://www.youtube.com/watch?v=ZMZdMM9EmeQ

    Finta Morte di una Cacciatrice

    “Altri 10 punti per l’Inghilterra!” gli spalti rossi, blu e bianchi si alzarono in piedi esultando eccitati e intonando un coro
    “WEASLEY! WEASLEY!WEASLEY!” una ragazza dai lunghi capelli rossi legati in una coda sfrecciò davanti a loro con la sua Firebolt alzando il pugno in cielo come segno di vittoria.
    Ma la partita non era ancora conclusa, i cercatori non avevano ancora trovato il boccino e la partita durava ormai da due ore e mezza, ma Ginny Weasley e la sua squadra on erano per niente stanchi, volevano vincere quella coppa a tutti i costi; quattro anni prima la persero per soli 10 punti contro la Scandinavia, ma quest’anno erano determinati
    “Voglio dormire con la Coppa del Mondo stanotte intesi?” disse la cacciatrice più euforica che mai, erano a 350 punti mentre i Bulgari erano soltanto a 200, se avessero preso il boccino avrebbero pareggiato e sarebbero dovuti passare ai tempi supplementari, dove può accadere qualunque cosa, non potevano permetterlo.
    Il portiere Bulgaro lancia la palla che viene immediatamente intercettata da un cacciatore Bulgaro, che schizzò immediatamente verso la nostra porta, dove lo aspettava Oliver Baston, si proprio lui, desideroso di parare un’altra sua Pluffa. Ecco il difetto dei bulgari, grandi e grossi ma quando si irritano dimenticano completamente gli schemi di gioco e prendono la cosa sul personale. Jimmy Peakes, già anche lui in squadra, lancò un bolide cercando di colpirlo ma niente da fare, i battitori bulgari, cercando di stargli dietro glielo allontanarono lasciandogli via libera. I cacciatori entrarono in azione, il primo scartato, il secondo colpito da un bolide, ma fortunatamente ancora stabile sulla porta, il cacciatore bulgaro si avvicina, Baston si prepara deglutendo rumorosamente, ma coperto dall’eccitazione del pubblico bulgaro pronti ad alzarsi in piedi per esultare e dall’ansia degli inglesi che stanno per mangiarsi la mani. A quel punto Ginny Weasley si fa avanti, sfreccia con tutta la sua forza verso di lui. Una botta atroce le viene da destra facendole perdere la traiettoria, la cacciatrice della bulgaria, l’aveva spintonata. Non l’aveva calcolata! Si era fatta troppo prendere dal bulgaro che in quel preciso istante lanciò la palla, Oliver si mosse e …Parata!! Altri cori dagli ultras inglesi per Baston che mostrava la pluffa con allegria. Il Bulgaro gli tirò dietro tante di quelle parole che è meglio non citare. Ginny volò vicino agli anelli e fece l’okay a Baston col pollice, lui lanciò la palla, la cacciatrice fece per muoversi ma qualcosa non andava. Non sentiva più niente. Non vedeva nulla. ‘Se cado da questa altezza rischio di sfracellarmi’ pensò e con le poce forze che aveva raggiunse il suolo. Cade a terra, il petto bruciante, non respirava, aveva bisogno d’aria, la testa le scoppiava, doveva slacciarsi la divisa ma non riusciva a muovere un muscolo. Dall’alto vide alcuni giocatori che scendevano verso di lei, riconobbe Baston, Peakes e la ragazza bulgara. Il Portiere le prese il volto dandole dei buffetti come per svegliarla, come per farla reagire ‘Aiutatemi! Aiutatemi!” ma niente usciva dalle sue labbra, solo rantoli. Grosse mani spostarono i giocatori e i soccorritori le slacciarono la divisa, sarebbe stato rischioso muoverla, meglio iniziare la respirazione. 1, 2, 3!! 1,2,3!! Niente, la cacciatrice non si muoveva, ruotava la testa e gli occhi come se fosse appena stata investita da un treno. Vedeva il pubblico urlare, forse spaventati, forse arrabbiati. ‘Ma che succedeva?’ pensò la ragazza, ormai non capiva più nulla.
    “Fatela svegliare! Fatela svegliare!” urlava Peakes al pubblico
    “Weasley!! Wasley!! Weasley!!” , la vista le si offuscava, mentre gli uomini continuavano a rianimarla, qualcun altro camminava tranquillo nel prato dello stadio verso di lei ‘E quello? Non può stare qui..” quando la nera figura le venne in contro, forse le sorrise e le tese una mano come nel volerla accompagnare. Lei senza pensarci due volte la afferrò e da sola si alzò in piedi. “Come ha fatto a farmi stare bene?” chiese lei sollevata
    “L’anima tua sta bene è il tuo corpo che avrebbe bisogno di aiuto” disse la figura indicando il suolo
    Ginny si voltò vedendo il suo corpo a terra circondato da persone che cercavano di animarla, gli inglesi fuori di testa perché la loro cacciatrice non si alzava più e i bulgari in silenzio, inorriditi alla vista di quella rossa ragazza così giovane perdere la vita su un campo da Quidditch..
    “Sono morta?!?” chiese con incredulità Ginny all’uomo
    “Arresto cardiaco – la Morte gli mostrò una pergamena con su scritto: Ginevra Weasley – sono desolato, ma devo portarla via”
    Restò pietrificata. A guardare quella figura, a guardare il suo corpo ormai inerme, a guardare gli spalti. In una delle tribune incontrò due occhi verdi, Harry, e accanto a lui James e Albus, che tristezza, veder la madre morire di arresto cardiaco su un campo da quidditch. La piccola Lily era troppo piccola per venire allo stadio ed era rimasta a casa con zia Hermione, le dirà che gli angeli hanno preso la sua mamma. E Harry, di nuovo, perdere la persona che amava più al mondo, Harry che aveva perso tutto e ora si trovava a badare a tre bambini, ancora piccoli per capire che cos’è la morte, lui che l’aveva conosciuta sin troppo bene purtroppo, l’aveva vista troppe volte. Ginny non poteva dire nulla, era morta e nessuno torna indietro, doveva adattarsi a quella nuova situazione della sua vita, anzi, della sua morte. Era talmente giù che non aveva nemmeno voglia di dire qualcosa se non “Portami via da qui allora…”
    La Morte le tese una mano come un gentiluomo e si materializzarono.
    Ginevra riconobbe quell’arco, quel velo, nel Dipartimento dei Misteri.
    “Lo sapevo che è qui che finiscono le anime..” sussurrò facendo un passo
    “FERMA!”  le ordinò la Morte arrestandola, leggeva la sua pergamena con interesse, forse con una punta di disapprovazione  “Questo è ridicolo..” confabulò. Ginny sentiva delle voci venire dall’altra parte, erano famigliari e non lo erano, erano fredde ma erano anche calde, erano tante racchiuse in una sola, sentiva risate e forse delle urla. Era così tentata di andare a vedere cosa c’era dell’altra parte. La Morte immediatamente la tirò per un braccio, la guardò negli occhi e le disse severo “Non devi entrare mai da sola, devi farlo solo con me” lei annuì con forza “Mi hanno chiesto di portarti un altro posto” disse ritirando la pergamena in tasca
    “Ti hanno chiesto?”
    “Anch’io sono un dipendente, sarebbe troppo facile se agissi per conto mio” disse la figura toccandole una spalla e materializzandosi di nuovo.
    Ginny aprì gli occhi, almeno credette di aprirli poiché si trovò completamente circondata dal buio, la Morte era sparita e non sapeva che fare, girò su se stessa cercando un punto di luce quando vide due porte: una bianca e una nera. Due donne vestite ciascuna con una leggera veste bianca, sembrava fatta di luce ricamata con un filo di stelle. Erano identiche, tranne che per gli occhi: la prima li aveva viola e la seconda verdi.
    “Hai la possibilità di tornare in vita” disse la morte seria
    “Davvero?” la rossa pensò ad uno scherzo
    “Sì, devi rispondere ad un indovinello, dipende tutto da te, io non c’entrerò niente con la tua risposta, per me è indifferenti se muori o rimani in vita, tanto arriverà sempre e comunque il tuo giorno. Puoi sfuggirmi ora, ma non puoi sfuggirmi in eterno. Vuoi provarci?”
    “Sì!” voleva tornare dai suoi figli, da Harry, da sua madre, dai suoi fratelli, dalla sua squadra, aveva ancora un sacco di cose che voleva fare…
    “Bene, eccoti l’enigma: ciascuna di queste due porte è sorvegliata da una guardiana. Una delle porte conduce alla salvezza, l'altra a morte certa. Delle due guardiani, una risponde sempre in modo veritiero alle domande che gli vengono rivolte mentre l‘altra mente sempre su ogni cosa; Qui sorge il dubbio: non posso dirti quale sia la guardiana sincera e quale il mentitrice. Ti viene concesso di fare una sola domanda, a una sola dei guardiani. Con questa domanda devi riuscire a scoprire quale porta possa condurti alla salvezza.” la Morte si sedette e aspettò la risposta di Ginny, mentre le due guardiane erano troppo occupate a intrecciarsi i capelli.
    ‘Mettiamo in moto il cervello. – la donna fissò le due porte – una è bianca e una è nera. Una persona penserebbe che quella bianca sia la vita e quella nera sia la morte certa. Bianco è luce, nero è buio, oscurità. E se non fosse così in questo mondo? Io faccio questo ragionamento di luce e ombra perché è così che sin da piccoli ci insegnano a pensare, come la magia, quella oscura è male. Ma perché dicono proprio magia oscura? Perché l’oscuro è male? Forse per gli altri non lo è, ma per me sì, ma queste porte non le avranno certamente dipinte a posta per me. Potrei aprire quella che per me mi pare la più plausibile, ma se sbagliassi? Ho il 50% di possibilità di vivere e morire, meglio rischiare? Ma chi sono Harry? No no, meglio pensare alla domanda che potrei porre. Posso farla solo a una delle due. Potrei chiedere semplicemente quale sia la porta della vita. Eh no, perché se per sbaglio lo chiedessi alla bugiarda mi indicherebbe quella della morte. Anche qui non posso rischiare di andare a casaccio. Sono punto e a capo. Potrei chiedere a una delle due se è la bugiarda o No. Se fosse la bugiarda mi risponderebbe di no, se fosse la sincera anche lei risponderebbe di no, eh ma così cosa risolvo? Ho solo una domanda!”
    Ginny si sdraiò a terra a braccia aperta, fissando solo il buio.
    “Posso capire quanto sia difficile, molte persone ci impazziscono. Più che altro non l’enigma, ma la situazione, non si perdono soldi, giochi con la tua vita. Questo fa impazzire le persone” disse la Morte mentre la osservava. Lei, la morte, non era di parte, era assolutamente neutra. Odiava quando il grande capo poneva questo indovinello, dicono che tutti devono avere una possibilità. Ma non a tutti veniva posto l’indovinello quindi non era giusto nei confronti dei ‘condannati’, non sopportava questo genere di cose.
    Intanto il cricetino nella testa di Ginny continuava a lavorare “Ammettiamo che una guardiana conosca la personalità dell’altra guardiana… Io potrei… Trovato!”
    Sì alzò con un salto e si diresse verso la guardiana dagli occhi viola, la Morte si rizzò sul posto interessato
    Ginny era tutta nervosa, doveva porre la domanda bene nel dettaglio se voleva sopravvivere e con una voce sicura sussurrò all’orecchio della guardiana.
    “Cosa mi risponderebbe l’altro guardiano se gli chiedessi di indicarmi la porta della vita?”
    Se questa guardiana è quella sincera mi indicherebbe la porta della morte, ovvero ciò che indicherebbe l’altro guardiano; se fosse il guardiano bugiardo mi indicherebbe la porta della morte, poiché quella sincera mi indicherebbe la vita ma colei che mente mi indicherebbe la morte. Basta aspettare cosa mi indica e io prenderò la porta opposta.
    La guardiana alzò il dito e mi indicò la porta bianca, eccola la morte! Quindi io dovrò prendere quella nera.
    Speriamo in bene. Guardai la figura della Morte che aveva un’aria impassibile ed entrai.

    “Si riprende!! Il battito cardiaco è ripreso!!”
    Ginevra Weasley aprì gli occhi. Si ritrovò di nuovo allo stadio. I soccorritori batterono le mani per essere riusciti a riportarla in vita ‘Come se fosse merito vostro’ pensò la donna . La sua squadra tornò da lei con le lacrime agli occhi, Baston non aveva pianto così tanto nemmeno quando vinse la Coppa di Quiddich di Hogwarts. Dagli spalti arrivò un fragoroso applauso., anche dai bulgari. Harry era sceso in campo: i suoi bellissimi occhi verdi erano diventati più brillanti
    “Che paura di non rivederti più! Non farmi prendere mai più questi spaventi!” Ginny lasciò il suo uomo piangere su di lei. Ginny in lontananza vide una figura nera che la fissava.

    Sei mesi dopo.
    “Mi hai spiegato che la Morte è uguale per tutti, ma allora perché io ho avuto la possibilità di scegliere?” chiese Ginny
    “Non ne ho idea, hai avuto solo un colpo do fortuna.” le disse la Morte.
    Ginny era sopravissuta alla morte, ma scegliendo la porta della vita aveva firmato una sorta di contratto: ricevette il potere di vedere la Morte, ma non avrebbe dovuto farne parola con nessuno e non avrebbe dovuto cercar di salvare nessuno o sarebbero morte tutte le persone a lei care. Una grossa responsabilità per la piccola Weasley.
    Ginny Weasley dopo quella partita non giocò mai più, decise però di lavorare per la Gazzetta del Profeta sugli articoli che riguardavano lo sport per rimanere sempre in contatto col Quidditch, la sua passione, e almeno cercar di rimanere in vita per Harry.

    Cosa rispose quando Ron le chiese com’era la vita dopo la morte?
    Lei lo guardò negli occhi, con un sorriso che non lasciava traspirare emozione e rispose semplicemente “Un enigma”

    So che è orrenda xD ma lasciatemi un commentino ^^

    Anonymous ha risposto 12 anni, 7 mesi fa 0 Mago · 0 Risposte
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