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GiratempoWeb | Harry Potter Italia, Animali Fantastici, Wizarding World, Podcast e Raduni Forums Il Prescelto (1a storia della saga Cicatrice) – parte 5

  • Il Prescelto (1a storia della saga Cicatrice) – parte 5

    Posted by Anonymous on Aprile 4, 2016 at 9:54 pm

    Capitolo 10

    Due Chiacchiere Con Silente

    Harry sentì di nuovo i muscoli e le dita muoversi mentre sfiorava qualcosa di morbido e soffice e si sentiva coperto da qualcosa di altrettanto caldo e rassicurante: era in un letto.
    “Harry? Sei sveglio?” chiese la voce di Hermione, preoccupata.
    Harry tastò sul comodino gli occhiali e se li inforcò prima di aprire gli occhi e mettersi seduto con la schiena poggiata sui cuscini per parlare meglio con l'amica.
    “Dove sono?” chiese.
    “In infermeria” rispose Hermione, guardandolo intensamente. “Da tre giorni.”
    Poi la ragazza guardò il letto accanto a quello di Harry, e il suo volto si fece improvvisamente triste. “Lui non si è ancora svegliato”.
    Harry seguì il suo sguardo: Neville era immerso in un sonno profondo e, nonostante l'enorme benda che gli circondava la testa, tanto da farlo assomigliare sinistramente a Raptor il volto era sereno, e aveva tutta l'aria di qualcuno che avesse avuto bisogno di un buon sonno prima di compiere altre fatiche.
    “Deve aver dimostrato un grande coraggio con Raptor” osservò Harry, che sentì in quel momento di volere molto bene a Neville.
    “Sì,” disse Hermione, senza staccare gli occhi dal volto dell'amico addormentato, “deve averlo fatto”.
    Per un po' tra loro regnò il silenzio: era evidente che ogni parola era inutile.
    “Tu non eri con lui quando…quando l'ha affrontato?” domandò ancora Harry.
    Con sua grande delusione, Hermione scosse la testa: peccato, il giovane avrebbe voluto saperne qualcosa di più.
    “No, l'ho seguito fino alla prova di Piton, ma sono stata costretta a tornare indietro.C'erano due pozioni, sul tavolo, una per tornare indietro e una per andare avanti…volevo che Neville prendesse quella per raggiungere la pietra, lo capisci, no?”
    Harry annuì, mentre improvvise immagini cominciarono a venirgli in mente:
    era con Hermione, e non c'era nessun Neville con lui, e si trovavano entrambi in una stanza con due fuochi all'entrata e all'uscita, uno blu e uno rosso; al centro della stanza vi era un tavolo con tante pozioni, e Harry e Hermione dovevano cercare quella giusta e risolvere un indovinello…
    “Harry mi stai ascoltando?” chiese Hermione, un po' contrariata.
    L'immaginazione di Harry, se così si poteva definire, si frenò, e il ragazzo tornò a vedere chiaramente i capelli cespugliosi di Hermione e i suoi occhi nocciola.
    “Sì, io…cosa?”
    “Silente è intervenuto” ripeté, anche se Harry capì che non le andava per nulla di farlo.
    “Cosa? Silente?” fece Harry, incredulo.
    “Esatto. È venuto a prendere te, poi me e poi è andato nella stanza dove Neville stava combattendo con Raptor”.
    “E tu sai come è andata?” disse Harry, non potendo credere alle sue orecchie: la notizia aveva dell'incredibile!
    Hermione fece spallucce. “Non proprio. Voglio dire, tutti sanno che Neville ha battuto Raptor che aveva un accordo con Tu-Sai-Chi, ma nessuno…beh, sa come l'abbia distrutto”.
    “Neville ha distrutto Raptor?” reagì Harry di nuovo, tutto occhioni. Guardò automaticamente Neville, e sentì di ammirarlo moltissimo. Allo stesso tempo, però, aveva la sensazione di una nota stonata in tutta quella vicenda…
    “Proprio così. Disintegrato. Nessuno sa come” rispose Hermione, altrettanto colpita.
    Poi la sua espressione si addolcì nel momento in cui si rivolse direttamente a Harry.
    “A proposito, grazie.”
    “Grazie?” ripeté Harry, incredulo. “E per cosa?”
    “Beh,” rispose Hermione, arrossendo leggermente, “tu hai incoraggiato Neville ad avere fiducia in se stesso. Se non l'avessi fatto, probabilmente Neville a quest'ora non sarebbe qui”.
    “Figurati” rispose l'altro con tono modesto, rilassando completamente la schiena sui cuscini, “non devi ringraziarmi. Penso onestamente che ci sia un potenziale in Neville, e ho detto quelle cose perché credo che sia un grande mago”.
    Hermione gli regalò un largo sorriso, e gli occhi le brillarono.
    “Anche tu sei un grande mago, Harry” le disse Hermione, e si chinò per dargli un bacio sulla guancia. Quando tornò seduta sul letto, tutti e due erano arrossiti leggermente; Harry si chiese cosa l'avesse portata a farlo, per poi realizzare che probabilmente era per ringraziarlo ancora una volta.
    “Anche tu sei una strega fantastica” le disse e sentì che le guance gli erano diventate calde per quello che era appena successo.
    “Io?” rise Hermione. “Furbizia e tanti libri, Harry. Ci sono cose più importanti. L'amicizia e il coraggio”.
    Harry era felice e allo stesso tempo imbarazzato per quello che aveva detto, anche se quella frase gli tornò alle orecchie come già sentita, come se…
    “Harry” le disse lei, determinata, una volta che fu svanito il silenzio fra i due, “devo chiederti di tenermi sempre aggiornata sui sogni che fai. È vero, all'inizio non ti credevo, ma…insomma, sembrava così impossibile! Ma ora so che non è così, e se è successo una volta, può succedere di nuovo, soprattutto se riguarda Neville e Tu-Sai-Chi. Ci siamo capiti?”
    “Ci siamo capiti” assentì Harry, che finalmente aveva trovato qualcuno che gli credeva davvero. Altro che Frank e Louise! Loro erano delle buone compagnie con cui passare il tempo, e probabilmente li avrebbe perdonati, si sarebbe inventato qualche scusa per passare per quello che si era immaginato tutto, ma adesso, a faccia a faccia con Hermione, capì quali erano le amicizie che valevano davvero.
    “E se succede qualcosa di grave, andremo da Silente, intesi?” aggiunse lei.
    “Intesi” accettò l'altro, anche se con una certa riluttanza; e se non gli avesse creduto? Sarebbe stato spedito al San Mungo o in qualche ospedale per psicopatici?
    “Disturbo?” s'affacciò alla scena una figura alta e slanciata, dalla barba e i capelli lunghi e bianchi, il naso aquilino e, dietro le lenti a mezzaluna, due occhi azzurri brillanti: era proprio il professor Silente, il preside.
    Harry non aveva mai avuto contatti diretti con lui, tuttavia questo gli sorrise come se fossero vecchi amici; Harry invidiò moltissimo Hermione per la sua serenità nello sciogliersi in un sorriso senza un po' di timore, cosa che provava lui in quel momento.
    Timore? Rispetto? Venerazione? Cosa? Harry non sapeva definirlo bene.
    “Buongiorno Signorina Granger, Harry” salutò il professore, allegro.
    “Signorina Granger, le dispiacerebbe lasciare me e Harry a scambiare due parole…pochi minuti?”
    Hermione scattò subito dal letto, il sorriso quasi di plastica; lanciò un'occhiata a Harry, poi il suo sguardo tornò su Silente.
    “Ma certo che no, professore!” squittì lei, e si allontanò velocemente dalla scena.
    “Molto bene, Harry” fece il professore, una volta che si rimasero soli, e si sedette nel posto che aveva lasciato Hermione.
    “Prima di tutto, come stai?” chiese.
    “Bene,” fece l'altro, senza sapere cosa dire. “Mi sono svegliato solo poco fa, e ho trovato Hermione Granger che mi assisteva, probabilmente aspettando che mi svegliassi”.
    Silente gli fece un occhiolino amichevole. “E' così. Tante persone sono venute a farti visita, Harry. E' venuto il figlio di Sirius, la nipote di Remus , il signor Weasley e altri amici della tua Casa….ma quella ragazza è stata decisamente la più presente. Madama Chips mi ha informato che è venuta tutti i giorni solo per te”.
    Per un momento, al sentire nominare il nome di Ron fra le persone che si preoccupavano per lui, il ragazzo si sentì felice. Tuttavia riteneva che Silente avesse commesso un errore nel considerare le visite di Hermione riservate esclusivamente a lui.
    “Non solo per me” rispose Harry, di nuovo imbarazzato e sperando che non si vedesse.
    “E' la migliore amica di Neville, signore”.
    Silente annuì con fervore, ma questo non cancellò l'espressione furba che il ragazzo riusciva a leggere oltre i suoi occhiali a mezzaluna.
    “Il ragazzo è molto coraggioso, Harry. Ha dimostrato grande prontezza…. Qualità che gli hai infuso tu, Harry”
    “No signore” rispose l'altro, infastidendosi di tutti quei complimenti. Non era merito di Harry se Neville era coraggioso, era merito solo di Neville, erano solo sue qualità!
    “Vede, anche Hermione la pensa come lei, ma io non credo sia vero!”
    “Invece è così, Harry. Devi capirlo: anche se il cappello parlante l'ha inserito nella tua stessa Casa, non è detto che le qualità per cui è stato selezionato vengano a galla così facilmente. Delle volte hanno bisogno di una…spintarella. E la spintarella sei tu. Neville Paciock è un'altra persona da quando ci sei tu al suo fianco, soprattutto per le cose in comune che avete”.
    Harry si accigliò; cosa sapeva Silente… si riferiva alla cicatrice? Non si riferiva alla cicatrice? Cosa intendeva, se non quello, le loro qualità?
    “Cosa…vuole dire con questo, professore?” chiese, ma Silente sembrò apparentemente di non averlo sentito.
    “Immagino che tu voglia sapere cosa è successo quando Neville è entrato nella stanza con Raptor” disse Silente, e Harry non volle distrarlo per non apparire inopportuno.
    “Dunque, iniziamo con il dire che quando intervenni, Raptor si era disintegrato e Neville era privo di sensi; per prima cosa, distrussi la pietra che Neville teneva in mano.
    Poi andai dal professor Piton, che si trovava dietro a uno specchio in mezzo alla sala,ed era anche lui svenuto.”
    “Piton?” esclamò Harry, sorpreso.
    “Il professor Piton, Harry” lo corresse Silente, anche se non sembrava arrabbiato per quella dimenticanza, “e sì, Harry, il professore si trovava lì per mio ordine; sapevo che un membro del mio corpo docente stava tramando qualcosa per rubare la pietra per conto di Voldemort, e Severus era l'unico in grado di poterlo controllare.”
    Harry dubitava di questa sentenza, ma continuò comunque ad ascoltare.
    “Così andai da lui, e lo risvegliai con la magia. Mi disse tutto, ovviamente: Neville era entrato da solo nella stanza e aveva scoperto Raptor, che l'aveva costretto a specchiarsi e il suo riflesso gli aveva donato la pietra. Poi il professore si è tolto il turbante, così Neville aveva avuto modo di parlare con Voldemort, ma si è dimostrato incorruttibile ai suoi ammaliamenti. Piton è venuto fuori da dietro lo specchio nel momento in cui Raptor ha attaccato Neville, ma è stato schiantato al suolo, privo di vita….”
    Mentre il professore raccontava, era come se la mente di Harry mostrasse delle immagini, simili a ricordi, la stessa cosa che era avvenuto quando Hermione aveva raccontato quello che era successo nella sala delle pozioni poco prima: Harry vedeva se stesso, non Neville, entrare nella stanza dello specchio, e parlare con Raptor, ed era lui ad avere la pietra…e aveva la cicatrice, stavolta, non il suo riflesso! Nel momento in cui Raptor lo aveva attaccato, Harry si difese come poteva e il professore, non appena l'aveva sfiorato, si sbriciolava al suolo… e nessun Piton veniva a salvarlo…
    Harry guardava fisso Silente, che ricambiava, come se sapesse esattamente cosa gli passava per la testa… era… era possibile una cosa del genere?
    “Bene, Harry, penso che abbiamo parlato a sufficienza” annunciò all'improvviso il preside, alzandosi e sorridendogli. Gli strinse la mano, e mentre Harry sentiva che gli infilava qualcosa il professore disse: “ti rimetterai presto. Anche Neville si rimetterà, e vi aspetto entrambi nella sala grande fra un giorno o due !”
    Gli fece di nuovo l'occhiolino, e questa volta Harry sorrise mentre vedeva Silente allontanarsi dall' infermeria.
    Attese che se ne fosse andato definitamente prima di aprire il pugno e scoprire un ruvido pezzo di pergamena e leggere, nella grafia elegante e chiara del preside:

    Ti aiuterò, Harry.

    Anonymous ha risposto 7 anni, 10 mesi fa 0 Mago · 0 Risposte
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