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  • Il Re Leone – Il cerchio della vita

    Posted by Anonymous on Giugno 11, 2010 at 8:18 pm

    Questo mio racconto, è stato creato per un compito scolastico. E' la riscrizione de “Il Re Leone” sotto il punto di vista di vari personaggi fondamentali della storia. E' vietata la riproduzione!

    releoneh.jpg

    Tanto tempo fa, in Africa, nelle vicinanze della Rupe dei Re, Rafiki, un babbuino che ricopriva la carica di stregone della regione, si stava preparando per il battesimo del nuovo principe..
    “E’ sorto il sole!” pensai euforico. Ormai il giorno tanto atteso era arrivato! Simba, il figlio di Re Mufasa e della sua compagna Sarabi è nato! Con un po’ di affanno, presi il bastone a cui avevo legato due noci, e mi diressi verso la Rupe dei Re, dove Mufasa mi aspettava. Avvicinandomi alla mia meta, incrociai diversi gruppi di animali che mi salutavano e si affiancavano a me per scmbiare quattro chiacchiere: Elefanti, giraffe, gazzelle, struzzi.. C’erano proprio tutti! Il vento mi accarezzava dolcemente il pelo, quel tanto che bastava per non soffrire il caldo soffocante, tipico della Rupe dei Re. Quando arrivai, lo vidi: Mufasa era lì, con la testa alta, proprio sul ciglio della Grande Roccia, che guardava i suoi sudditi orgoglioso C’era anche una punta di amarezza nel suo volto di pietra.. Lo conoscevo troppo bene. Con un po’ di fatica mi arrampica fino a lui attirando sguardi compiaciuti da parte degli altri animali. “Mufasa! Vecchio mio” Abbraccia il grande leone che, dimenticando le formalità, appoggiò la testa sulla mia fragile spalla, per mostrare tutto l’affetto “Rafiki! Finalmente è arrivato il grande giorno eh? Vieni a vedere il piccolo Simba!” Mi voltò le spalle, e mi fece strada all’interno della caverna, dove l’affascinante Sarabi, riposava, un po’ spossata con il piccolo tra le zampe. “Eccoti Rafiki!” mi salutò la leonessa “tempismo perfetto, ho appena finito di allattare.. Incomincia pure” la sua voce tradiva una forte emozione. Presi una delle due noci del bastone, e la spezzai. Il rumore attirò l’attenzione del piccolo, che squadrò prima la noce, poi me con enorme curiosità “Proprio come suo padre.. Sono due gocce d’acqua!” mormorai estasiato. Il succo che scaturì dalla noce era caduto sulla fronte del piccolo, che stava cercando di leccarlo via con la lingua troppo corta. Lo spalmai bene,e poi ci aggiunsi la sabbia raccolta lì affianco. Poi lo presi tra le mani, e lo portai sul ciglio della rupe. Era calato il silenzio, tutti gli animali, mi guardavano, e aspettavano il gesto che avrebbe fatto si che il piccolo Simba sarebbe diventato principe alla morta di Mufasa. Quando alzai le braccia con il piccolo tra di esse, scoppiò un grande grido di felicità. Tutti gli animali, dai cuccioli agli anziani si stavano lasciando prendere dalla gioia. Simba, guardava la folla divertito e ogni tanto starnutiva a causa della sabbia che gli cadeva dalla fronte. “Proprio come suo padre..” sospirai..
    Il giorno dopo, Zazu, il messaggi ore del re Mufasa, si recò da Scar, fratello del re, per annunciargli una visita..
    “Mufasa non sarà felice della tua assenza, Scar!” cantilenai al leone un po’ smilzo che giocherellava con un topolino “e non si gioca con il cibo” starnazzai indignato. Scar, il fratello di Mufasa si girò lentamente verso di me, e perse attenzione per il suo spuntino che corse via, verso la sua tana. “Mi hai fatto scappare la merenda becco di banana! E mi sono assentato al ‘battesimo’ di Simba, per motivi personali!” Ruggì, ma si vedeva benissimo che mentiva. Simba non gli era mai andato a genio, nemmeno quando era nella pancia di Sarabi. Stupido leone con sete di potere “Comunque, Mufasa sarà qua a momenti e..” non riuscii a finire la frase che Scar, già mi aveva messo in bocca, pronto a sbranarmi.. Sentivo tutta la saliva che bagnava le miei piume.. Le mie povere piume! “Lasciami.. Andare.. Io.. Lo.. Dirò.. A.. Mufasa!” Cercavo di liberarmi, e proprio mentre i suoi canini stavano per sbudellarmi arrivò la voce tanto attesa “Lascialo andare Scar!” ruggì Mufasa, contro suo fratello. “Tempismo perfetto signore!” Riuscii a dire una volta fuori dalla bocca del leone. Scar mi scoccò un’occhiataccia, e poi una sguardo pieno di rabbia, ma che dico! Odio verso suo fratello, prima di andarsene, voltandoci le spalle.. “Stupido micio troppo cresciuto e invidioso” mormorai, e ricevetti un ruggito da parte di Scar come risposta.
    I mesi passavano, e Simba cresceva così come la sua curiosità. Mufasa e Sarabi, dovevano inventare sempre qualcosa di nuovo per tenerlo a bada.
    “Papà,papà! Svegliati, è sorto il sole” Simba mi stava mordicchiando l’orecchio, per svegliarmi. Tutto stordito mi tirai su e lo seguii verso la luce. Continuava a correre e saltellare qua e là pieno di energia, mentre io lo seguivo sbadigliando. “Papà, papà! Ma questo fa parte del nostro regno?” chiese inclinando la testa guardando l’immensa vallata che si estendeva sotto i suoi occhi. “Si figliolo, tutto ciò che è illuminato dal sole appartiene a noi” spiegai.”Davvero?” sorrisi davanti alla sua incredulità. Passai così, una giornata fantastica con lui, e per qualche ora mi dimenticai quanto fosse duro e faticoso essere re, e imparai quanto fosse bello e divertente essere padre.
    Poco dopo, Sima si diresse verso la Rupe, dove riposava suo zio.
    “Ciao zio!” mi salutò quella specie di micio troppo cresciuto. Che nervi vederlo felice, mi rendeva irrequieto, e mi ricordava che non sarei mai diventato re, a meno che.. “Ciao nipotino mio! Ti ho mai detto che sei il mio preferito?” Sperai che la voce falsa, non risultasse così anche a un bambino.. “Ehm, zio io sono il tuo unico nipote!” stupido ragazzino immaturo. O forse intelligente? “Si, bè, ecco.. Appunto sei il mio preferito no?” balbettai imbarazzato. Mi facevo mettere in difficoltà da un leoncino! Come mi ero ridotto male. “Oggi papà mi ha mostrato tutto il nostro regno!” esclamò senza notare il mio imbarazzo.. E l’idea si accese nella mia testa, come una lampadina dopo che è saltata la corrente, semplice, letale, geniale. “ Ah si? L’hai visto proprio tutto? Anche il Cimitero degli Elefanti?” i suoi occhi si illuminarono di interesse.. Bingo! Avevo fatto centro. “Il cosa?” chiese letteralmente pendendo dalle mie labbra. “Ma no niente, scusa devo andare” e feci per voltarmi, ma eccolo lì che mi si parò davanti. Sorrisi soddisfatto. Il gioco era fatto. “ Dai zio dimmi!” esclamò. “No,no! E’ un posto per coraggiosi! Si trova a nord..Ops, non dovevo dirtelo” Bene, ormai la sua fine era vicina, il piccolo leoncino sarebbe diventato parte del giaciglio di ossa, che avrei tenuto, una volta salito al potere per giocare a shanghai. Poi bisognava sbarazzarsi di Mufasa.. A quello avrei pensato dopo.
    Cinque minuti dopo Simba e Nala, accompagnati da Zazu si diressero fuori dalla tana per una passeggiata.
    “Ragazzi, non correte” che stupida idea quella di portare Simba e Nala a fare un girò! Mi toccherà stancarmi, e sudare sette manti di piume! Mannaggia! I due leoncini stavano correndo verso ovest, quando poi ad un cenno di Simba, cambiarono direzione repentinamente. Soddisfatti che il loro tutore non se ne fosse accorto, procedettero fino al Cimitero degli Elefanti, che torreggiava inquietante su di loro. “Non fate mai più uno scherzo simile, forza, andiamo al Grande Fiume per..” Non finii la frase, dopo averli raggiunti, perché una risata acuta aveva spezzato il silenzio. Simba si avvicinò all’entrata del Cimitero e si voltò incoraggiandoci a seguirlo “Dai Simba! Si vede che hai paura” lo schernì Nala. Lui inclinò la testa poi urlò “Io rido in faccia alla paura.. AHAHAH!” poi successe tutto rapidamente. Tre iene fameliche spuntarono dietro Simba, che per sfuggirli si buttò giù da una rupe, dentro il cimitero. Nala lo seguì e io, fifone come non mai, svolazzai dietro di loro, tenendo d’occhio le iene che ci inseguivano, lingua penzolante e sorriso stampato sulla faccia. La corsa durò un po’, avvertivo i primi segni di stanchezza, quando, aggirato l’ennesimo scheletro di elefante, Sibma, Nala ed io ci fermammo. La strada era bloccata, nessuno poteva passare, forse io si, ma non potevo lasciare i due bambini indifesi. Mi misi davanti a loro nonostante non arrivavo nemmeno alle loro teste, per fare da scudo, pronto a difenderli, quando un ruggito spezzò l’aria. “Sia ringraziato il cielo! Mufasa!” pensai. Si, era proprio lui! Le iene fuggirono spaventate al suono del suo ruggito, e i tre furono salvi.
    Tornati a casa, Mufasa e Simba si trovarono da soli..
    Guardai severo Simba. Quel piccolo ingrato mi aveva fatto temere di perderlo! Non riuscii però a tenergli il broncio, e gli sorrisi per fargli capire che non ero più arrabbiato. Dopo che ebbi spiegato cosa provavo, mi fece una domanda che mi scaldò il cuore “Papà! Noi saremo amici per sempre vero?” “Certo figliolo! Per sempre!”. L’indomani, lo lascia nelle mani di Scarr, certo che sarebbe stato al sicuro. Intanto insieme a Zazu mi diressi verso il sud per una questione da risolvere. Stavamo per partire, quando arrivò Scar con il fiato corto e esclamò “Simba è caduto nel burrone con i buoi inferociti! Presto vieni!” dimenticando ogni cosa, mi diressi di corsa, pensando solo “Non tu! Resisti!” con un balzo felino, lo raggiunsi in mezzo al burrone, e lo lancia al sicuro. Poi, cercai di arrampicarmi. Scar, sopra di me sorrise e disse “ciao fratellino” e a tradimento mi conficcò le unghie nelle zampe. Caddi. “Tradito” continuavo a ripetermi quando ormai sentivo le ultime energie andarsene. Sentivo che la mia vita era stata incompleta. Avrei voluto crescere mio figlio, insegnargli ad essere coraggioso ed un buon re. Invece mi restava ormai poco da vivere. Addio Sarabi, addio Zazu.. Addio Simba. Un’ultima lacrima scese sul mio muso, poi chiusi gli occhi. Per sempre.
    Dopo la morte di Mufasa, Scar tornò alla Rupe dei re, per raccontare l’accaduto in una versione dei fatti, leggermente modificata. Sarabi si sentì cadere in depressione: Mufasa era morto e Simba era scappato.
    “..E così è corso via. Nonostante abbia cercato di chiamarlo, lui non si è girato” aveva concluso Scar. Il dolore nel petto era lacerante; mio figlio, una parte di me, era scappato e mio marito morto. Cosa avevo fatto per meritarmi tutto questo?
    Scappato lontano, sotto consiglio di Scar, Simba si ritrovò solo nel deserto dell’est. Svenuto per il calore, fu trovato da Timon e Pumba, una donnola e un cinghiale, che vivevano in una foresta lì vicino. “Hakunamatata!” Esclamai insieme a Pumba. “Eh?” Simba non riusciva a capire. “E’ un modo di vivere: senza pensieri!” i suoi occhi si illuminarono. Forse l’idea di dimenticare il suo passato non gli sembrava così male. Incominciò così un capitolo della sua vita felice e spensierata, senza più collegamenti con la sua infanzia.
    Finché un giorno, Nala, avventuratasi nel deserto dell’est in cerca di aiuto lo trovò. Gli raccontò del governo di terrore che Scar aveva instaurato e, con l’aiuto di Rafiki, lo convinse a tornare. Ritornato alla Rupe dei Re, sconfisse Scar in una dolorosa battaglia, poi Simba prese il potere come legittimo erede del trono. Dopo pochi anni, Rafiki si diresse verso la Rupe dei Re per il battesimo di un nuovo principe.
    “Proprio come suo padre” sospirai quando vidi che il cucciolo starnutiva a causa della sabbia che gli cadeva dalla fronte. “Rafiki?” mi chiamò Simba. “Grazie” sorrise guardandomi. E così il cerchio della vita si chiuse.

    Anonymous ha risposto 12 anni, 7 mesi fa 0 Mago · 0 Risposte
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