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  • La Rivincita della Morte

    Posted by Anonymous on Aprile 17, 2010 at 12:43 pm

    Salve a tutti,
    avevo scritto questa FanFiction per un concorso di storia della magia, solo che è andata persa con le altre FanFiction, per cui, ve la ripropongo 😉 vi dirò che è qualcosa di diverso da tutto ciòc eh avete già letto ghh

    La Rivincita della Morte

    Dopo una giornata di cammino mi ritrovai finalmente davanti a Grimmul Place numero 11. Attraversai l’uscio della porta senza far rumore, percorsi il lungo e stretto corridoio trovandomi davanti ad una scala ‘Si trova là sopra..’ pensai. All’ultimo piano finalmente trovai la stanza che cercavo, riguardai il nome sulla mia Pergamena della Morte, una pergamena su cui appare il nome della prossima persona che devo uccidere: Harry Potter.
    Non avevo mai fatto una cosa del genere, ma in fondo, c’è sempre una prima volta per tutto. Nessuno era in casa, avrei potuto agire tranquillamente. Bussai alla porta annunciando il mio arrivo ed entrai.
    “Buonasera..” mi accolse un uomo sul un grande letto a baldacchino. Aveva barba e capelli banchi, gli occhi un tempo verdi erano diventati quasi trasparenti coperti da quegli occhiali rotondi, la pelle era rugosa, chiarissima quasi bianca. Aveva addosso un pigiama bianco con righe azzurre e con le mani piene di macchie stringeva le coperte, tuttavia aveva un’aria serena, come se si aspettasse il mio arrivo, beh chi non se lo aspetterebbe quando si hanno 135 anni?
    “Buonasera, signor Potter..” risposi chiudendo la porta alle mie spalle
    “L’aspettavo..”
    “Lo immaginavo..”
    “Fa visite di questo genere a chiunque stia per morire?” disse con un sorriso
    “No. Mai. Quando si è la Morte non si ha tempo di fare visite di cortesia.”
    “E perché allora è qui? Avrebbe dovuto aver già finito con me, c’è altra gente..”
    “Mi ringrazieranno per averli tenuti in vita altri minuti, sa per salutare moglie, figli, nipoti, pronipoti, amici. E lei signor Potter? Perché è solo? E la sua famiglia non è al suo capezzale?”
    “Ginevra è morta. Vent’anni fa e non voglio che i miei figli, i miei nipoti e pronipoti mi vedano così. Mi ha portato via la donna che amo, i miei migliori amici, non voglio nessun altro con me. Così voglio morire, solo.” Disse solenne voltandosi dall’altra parte mentre i ricordi lo attanagliavano.
    “Mi dispiace signor Potter, ma, nessuno può sfuggire alla Morte. Era la loro ora e dovevano morire.”
    “Poteva farmi morire prima o far morire loro dopo.” disse con un filo di rabbia nella voce
    “Ci sono cose che persino la Morte non può cambiare. Chi decide le morti è qualcuno di più grande di me, io sono soltanto un impiegato che svolge il suo lavoro da quando il mondo ha inizio. Vede, la Morte, non sta ne dalla sua parte ne dalla parte di qualcun altro. È neutra a tutto e tutti.”
    Ci fu un lungo silenzio. Rimasi li in piedi a fissare quel vecchio. Ne aveva passate di tante in tutta la sua vita. Dovunque andasse portava morte in un certo senso, perdeva molte persone a lui care, l’ho visto e rivisto molte volte ma non era mai la sua ora, quindi, dovevo abbandonarlo aspettando quel giorno. Ho assistito alla sua vita come se fosse un film, come se leggessi un libro. Harry Potter il bambino sopravissuto, il Prescelto, colui che ha sconfitto Lord Voldemort. Tom Orvoloson Riddle. In fondo sono grata a Potter per averlo sconfitto, quell’uomo aveva cercato troppe volte di sfuggirmi, di rendersi immortale e questo mi dava sui nervi; come quell’alchimista, Nicholas Flamel con il suo stupido sassolino ma alla fine, sempre grazie a Harry Potter incredibilmente, morì, anche se all’età di 650 anni, ma questi sono dettagli.
    “Perché si trova qui? Nel senso, perché stiamo qui a chiacchierare e non mi porta via e basta?” chiese improvvisamente tornando in se.
    “Vede, sono qui per riprendermi ciò che è mio.” tirai fuori dalla tasca una piccola pietruzza simile a un quarzo. L’anziano sgranò gli occhi, sapevo che l’avrebbe riconosciuta immediatamente e capii che gli frullava in testa
    “Non posso riportare in vita Ginevra è contro natura.” gli dissi guardando il suo sguardo spegnersi
    “Certo, come fa ad avere la Pietra della Resurrezione?”
    “La battaglia a Hogwarts. Mi trovavo li perché, sa, tutte quelle morti ho avuto un mucchio di lavoro da fare. Quando vidi James Potter, Lily Evans, Sirius Black e Remus Lupin passeggiare tranquillamente per la Foresta Proibita mi pareva un po’ strano dato che erano morti. Capii che la mia pietra era nei paraggi e che qualcuno ne stava usufruendo, ovvero Lei. Dopo la morte di Riddle, tornai nella Foresta, vidi un luccichio e la mia pietra, tornò a me. Un mio dono tornò da me.”
    “Vada avanti”
    “Signor Potter, voglio riprendere tutti i miei Doni, voglio la mia rivincita, dopo che i Peverell li hanno sperperati in giro per il mondo ora li rivoglio indietro, come sa, non è un bene che se ne stiano in giro, ha visto quanti guai causano e hanno causato quei doni..”
    “Lei ha detto che non stava ne dalla mia parte ne dalla parte di qualcun altro”
    Risi. “Molto astuto, signor Potter, ha ragione, il mio è un gesto altamente egoistico, non mi importa se il vostro mondo va allo sfascio, rivoglio solo i miei oggetti”
    “E come posso aiutarla io?” disse facendo finta di nulla, mi prende per stupida, come se io non lo sapessi
    Diventai serissimo, lo guardai dritto in faccia e tesi la mano “Mi dia il Mantello che nasconde nel suo comodino, signor Potter.”
    Lui mi guardò indeciso sul da farsi, ad ogni modo avrei potuto ucciderlo e riprendermi i miei doni con la forza ma questa nuova situazione che si creava fra la Morte e il morente mi divertiva.
    Lui si mise seduto e, con mano tremante, raggiunse il suo comodino, aprì un cassetto e lo tirò fuori. Il Mantello dell’Invisibilità. Appartenuto al terzo fratello, più furbo degli altri due stupidi. Me lo porse e io lo presi, felice, la stoffa ancora resistente, come se lo avessero fabbricato ieri. Fantastico.
    Mi avvicinai a lui con un ghigno sulle labbra e gli porsi la mano, egli non capendo me la strinse e io lo sollevai in piedi. Mi guardò con aria incredula, si vede che era tempo che non si alzava in piedi, ma appena tornò a guardare il suo letto vide se stesso, anzi, il suo corpo, morto. Sbiancò più di quanto potesse fare.
    “Fa impressione a tutti” gli dissi dandogli una pacca sulla spalla, si girò verso di me guardandomi
    “Non ha fatto male..”
    “Gliel’avevano detto, ricorda?” gli feci l’occhiolino e lo condussi alla porta “Dobbiamo andare..”
    Ci materializzammo. Potter atterrò cadde in ginocchio.
    “Sono vecchio per queste cose..” disse rialzandosi e osservando esattamente ciò che osservavo io
    “È li? Che si va?” mi chiese indicando l’arco o il velo come lo chiamano in molti.
    “Esatto, lo ricorda?”
    “Sì, Sirius Black così morì..”
    “Già, era la prima volta che qualcuno ci cadeva dentro senza il mio intervento e con tutto il corpo per di più”
    “Mi accompagna lei?”
    “Sì. Molti si perdono ai primi passi. Raggiungono posti dove neanche da morti possono accedervi.”
    Restammo in silenzio, aspettando che lui fosse pronto, ascoltando le voci che provenivano dall’altra parte del velo.
    “Posso farle un’ultima domanda?” chiese all’improvviso
    “Dica”
    “E la bacchetta?”
    “Dopo che la accompagnerò dall’altra parte, andrò ad Hogwarts, nella tomba di Albus Persival Wulfric Brian Silente  recupererò il mio ultimo dono”
    “Ma la bacchetta è mia, non ha perso i suoi poteri dato che sono morto?”
    Mi voltai verso di lui guardandolo “Conosce la regola: chi sconfigge il proprietario della bacchetta di Sambuco diventa proprietario legittimo della stessa.”
    “Non capisco..”
    “Vede signor Potter, chi sconfigge non necessariamente uccide, ma chi uccide invece sconfigge. E io l’ho uccisa.”  Dal suo sguardo capii che aveva intuito
    “Dato che mi ha ucciso, il proprietario della bacchetta ora è lei”
    “Esatto, molto in gamba signor Potter.”
    “Ha avuto la sua rivincita, alla fine tutti i suoi doni sono tornati a lei”
    “Anche se è passato tanto di quel tempo che non ne ho più memoria”
    Altro minuto di silenzio, chissà a cosa pensava, si pentiva di qualcosa? Aveva rimorsi? Si chiedeva cosa sarebbe successo se avesse avuto l’occasione di cambiare la propria vita? Sciocchi umani, ormai erano morti, di che si preoccupavano?
    “Credo.. Di essere pronto..Cosa c‘è dall‘altra parte, se posso chiedere?” mi guardò con timore, come un bambino il primo giorno di scuola, come il suo primo giorno di scuola a Hogwarts, tutti facevano così, era un continuo rispondere a domande
    “Fra pochi secondi lo scopriremo..” avanzammo di un passo e mentre varcavamo insieme quel velo mi disse
    “Vanno tutti nello stesso posto?”
    “Dipende, per alcuni, dopo la morte, vi è il nulla”
    Forono le ultime parole che ci scambiammo prima di intraprendere il nostro viaggio in quel lungo corridoio. Sorrisi fra me e me, finalmente, Harry Potter, era morto, lo avevo aspettato da tanto e lo avevo visto troppe volte salvarsi la vita, una piccola soddisfazione personale. Prima o poi tutti si arrendono alla morte. Tutti. Nessuna eccezione.

    Spero vi sia piaciuta ghh
    lasciatemi un commentino ^^

    Anonymous ha risposto 12 anni, 7 mesi fa 0 Mago · 0 Risposte
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