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  • Ombre [Dedalus Lux, Hestia Jones, Sturgis Podmore]

    Posted by Anonymous on Ottobre 20, 2015 at 4:07 pm

    Per ultima vi lascio una piccola chicca: questa storia è una di quelle di cui vado più fiera, è stata una sfida che sono stata lieta di cogliere e sono orgogliosa di averla portata a fondo… per una volta protagonisti non sono studenti, ma membri dell'Ordine della Fenice (più altri personaggi inventati da me)… non vi anticipo altro, se non la premessa a cui mi sono ispirata e che è anche l'antefatto:

    Le spie sono ragni insidiosi che tessono le loro ragnatele a ergere pericolose trappole mortali. Un’arma micidiale o un nemico insidioso.
    Malocchio è certo che ci sia almeno un infiltrato tra le fila degli Auror, un traditore. Per impedire a Voldemort di avere in anticipo ogni mossa del Ministero è necessario che si scovino i traditori. Silente sceglie le sue Fenici, le insospettabili, per questo compito. Esso viene affidato a tre membri; per smascherare la spia, la missione prevede la protezione di due coniugi babbani

    Prima di lasciarvi alla lettura alcune precisazioni: lo stile a piccoli momenti isolati è voluto, ho cercato di rendere la storia il più desolante possibile anche all'inizio dove non accade praticamente nulla; per quanto riguarda il parlare in codice, ho scelto di usare la parola Puffskein per i babbani perché, come dice il mio “Gli animali fantastici: dove trovarli”, sono diffusi in tutto il mondo, sono creature docili (per un mago ogni babbano è docile) a cui piace essere coccolate… le analogie coi babbani quindi ci sono (sempre da un punto di vista magico) e probabilmente ce n'erano anche con altre creature, ma ho scelto una di classe XX che può facilmente essere addomesticata (e questa è un'altra analogia)… la storia è ambientata nel mondo babbano, per questo il cambio degli Auror arriva con un furgone invece che con mezzi magici; inoltre viene fatta apparire una scala con l'incantesimo “Scandentem” (l'unico di mia invenzione, gli altri sono presi tutti da internet) invece di richiamarla con “Accio”… concludo dicendo che il titolo è riferito sia alla spia tra gli Auror, sia alla figura stessa di Sturgis Podmore (come dice Wikipedia è stato ad Azkaban per 6 mesi dopo essere stato controllato da Lucius Malfoy con un Imperio e costretto a infiltrarsi e rubare la profezia) di cui pochi si fidano a causa dei suoi precedenti, sia al finale… buona lettura… :^.^:
    syssy5

    I suoi passi claudicanti sull'asfalto umido si fermarono solo in prossimità di una casa; nessuno poteva vederla, ma il vecchio Auror sapeva che era lì, nascosta da un incantesimo che la occultasse agli indesiderati. Infatti eccola gonfiarsi magicamente dal nulla tra i numeri undici e tredici. L'uomo si mosse verso l'ingresso bussando al possente portone.
    ― Alastor… ben arrivato. ― lo accolse Silente, facendosi da parte per permettergli di entrare.
    L'occhio di vetro magico indugiò per qualche istante, intento a osservare qualcosa alle spalle di Malocchio, mentre questi si accingeva a entrare. Attraversarono il corridoio buio diretti verso la sala in cui si teneva la riunione.
    ― Cosa c'è che non va, Alastor? ― chiese il vecchio preside. Se la situazione era così grave come si prospettava, era meglio se ne parlava prima a lui personalmente.
    ― C'è una spia, Albus. Tra le file degli Auror c'è sicuramente un Mangiamorte sotto copertura o comunque un mago sotto Imperius; dobbiamo scovarlo prima che passi troppe informazioni a tu-sai-chi. ― rispose Moody mesto, sempre intento a guardare dritto davanti a sé.
    La luce della sala affollata dai membri dell'Ordine della Fenice li accolse ancor prima di varcarne la soglia. Il chiacchiericcio generale si spense all'istante, mentre gli ultimi due arrivati prendevano posto intorno al tavolo.
    ― Signori ― iniziò l'Auror richiamando l'attenzione dei presenti su di sé ― vi ho convocato oggi in forma ridotta per mettervi a conoscenza di un fatto grave che sta accadendo al Ministero della Magia: il Ministro e io siamo convinti che ci sia un infiltrato tra le fila degli Auror. Ho bisogno che alcuni di voi indaghino in merito.
    Un brusio si levò a quelle affermazioni, l'occhio magico di Moody prese a girare in tutte le direzioni, ma subito Silente si alzò e fece segno di calmarsi.
    ― Signori, non facciamoci prendere dal panico. Useremo tutta la prudenza necessaria per portare a compimento questa missione senza che Voldemort ― A quel nome in molti rabbrividirono ― venga a conoscenza di altre informazioni su di noi. Per questo ho bisogno di tre membri.
    ― Che ne pensate di Shacklebolt? Lui è già nel campo, non desterebbe sospetti. ― propose qualcuno.
    ― Kingsley è impegnato a proteggere il Primo ministro babbano. ― rispose Silente ― A dire il vero pensavo a Dedalus e Hestia.
    ― Lux, Jones, ve la sentite di intraprendere questa missione? ― chiese Moody. I due acconsentirono, ma l'Auror si rivolse ancora a Silente ― Albus, hai detto di aver bisogno di tre persone. Chi è il terzo?
    ― Sturgis, ti va di riprendere il tuo posto come membro dell'Ordine della Fenice?
    Malocchio si avvicinò a Silente, l'occhio sano e quello magico fissi sull'uomo appena nominato, e nell'orecchio gli bisbigliò:
    ― Podmore? Sei sicuro? Dopo il recente Imperius vuoi davvero fidarti di lui?
    ― È la giusta occasione per scoprirlo. ― rispose, poi tornò a rivolgersi all'altro ― Cosa rispondi?
    ― Ne sarei fiero. ― rispose dopo un attimo di titubanza.
    A Moody l'ultima scelta non piaceva, non dopo il tradimento di Sturgis Podmore di pochi mesi prima dove, sotto Imperius, aveva tentato di rubare la Profezia, ma si fidava di Silente e il preside mai si sarebbe permesso di mettere in pericolo il Mondo Magico. Se aveva preso quella decisione aveva i suoi buoni motivi – e un piano di riserva qualora le cose fossero andate per il verso sbagliato.
    ― Allora per oggi è tutto. ― concluse l'Auror congedando l'assemblea ― Potete andare e… buon Natale, miei signori.

    * * *

    Hestia Jones, Dedalus Lux e Sturgis Podmore si erano dati appuntamento in un ristorante di lusso. Definire i dettagli della loro missione in un luogo pubblico era meno rischioso che farlo in privato, per questo avevano scelto un posto così vistoso. In ogni caso avrebbero comunque parlato in codice nel caso in cui qualche orecchio indiscreto fosse stato in ascolto.
    ― Allora Podmore, come sono andate le tue vacanze nel Kent? ― chiese Hestia; quella domanda era un chiaro riferimento ai sei mesi che Sturgis aveva passato ad Azkaban.
    ― Un disastro, Jones. Sono contento di poter tornare al lavoro. ― rispose lui.
    ― So che il Ministro della Magia ti ha cambiato di mansione. ― si intromise Dedalus.
    ― Sì… ora sono un Auror. Spero di essere all'altezza del compito. ― Con quella risposta voleva giustificare il motivo per cui Silente aveva scelto lui come terzo membro per la missione e sperava che i suoi compagni iniziassero a fidarsi un po' di più di lui.
    ― Allora? Sai già di cosa ti occuperai? ― continuò Lux; quella domanda era un chiaro riferimento allo stratagemma che avrebbero dovuto usare per scoprire la spia.
    ― Roba di poco conto, riguarda la protezione di Puffskein. ― Puffskein era la parola in codice per babbano.
    ― Sono in pericolo? Perché? ― chiese a sua volta Hestia.
    ― C'è una comunità, proprio qui in Inghilterra, che è a rischio estinzione. Si fanno catturare troppo facilmente e i maghi li strapazzano eccessivamente riducendoli in fin di vita; ne abbiamo presi due che erano messi veramente male, stiamo facendo l'impossibile per salvarli e nel frattempo proteggere gli altri. È una noia mortale. ― Da queste parole, gli altri due vi lessero la missione: proteggere due babbani in pericolo, probabilmente persone importanti, che stavano facendo – o stavano per fare – qualcosa che avrebbe potuto dar fastidio ai Mangiamorte. E Sturgis Podmore era il collegamento tra gli Auror e l'Ordine della Fenice.
    Finirono la loro cena in tranquillità, proseguendo con chiacchiere più frivole, come tre amici che si rivedevano dopo tanto tempo.

    * * *

    Li aveva convocati tutti in gran segreto, in una stanza piuttosto ampia del Dipartimento Auror del Ministero della Magia.
    ― Buongiorno a tutti, cari colleghi. Come ben sapete il Ministro della Magia mi ha recentemente affidato una missione importante per cui dovremmo usare tutti gli Auror disponibili. Verranno stabiliti dei turni, ma sarebbe gradita la partecipazione di tutti voi. Passo ora a illustrarvi la missione: ― Sturgis aveva immediatamente preso la parola e non si era perso in convenevoli ― ci sono questi due importanti politici babbani, Walter Lake e sua moglie Amanda Raleigh, che stanno discutendo col loro governo una trattativa per instaurare un rapporto con noi maghi. È importante che non succeda loro nulla, potrebbe essere una grande svolta per il Mondo Magico. Se è tutto chiaro potete andare, avrete i dettagli in seguito.

    * * *

    Era una villa di modeste dimensioni con un discreto giardino sul davanti. Niente di eccessivamente lussuoso, ma comunque fuori dalla portata dei più. Dalle ampie vetrate si poteva benissimo controllare l'interno dell'abitazione senza disturbare gli inquilini.
    I due coniugi Lake erano stati avvertiti del pericolo che correvano e della protezione che era stata loro offerta; da quel momento, una squadra di cinque Auror pattugliava il perimetro e il cambio avveniva ogni sei ore.
    Hestia Jones era appollaiata su un albero, nascosta dalla fitta vegetazione, e stava controllando la situazione e gli Auror di guardia quella sera. Dalla sua posizione riusciva a scorgere benissimo sia il primo che il secondo piano della villa, in modo che nulla sfuggisse al suo sguardo; aveva visto i due cenare, rilassarsi davanti a una strana scatola quadrata e andare in camera da letto. Con le tende tirate poteva solo vedere le loro ombre spogliarsi, baciarsi e buttarsi sul letto, prima che luci venissero spente oscurando i loro successivi movimenti.
    Un faro rischiarò per un attimo quella parte della villa – e due sagome avvinghiate furono visibili per un breve istante – poi un furgone si fermò a un lato dell'abitazione: erano le due, era l'ora del cambio delle guardie.
    Sturgis Podmore guidava un gruppo di quattro Auror, parlò col capo della squadra presente che in fretta raccolse i suoi uomini e salì sul furgone; nel frattempo i nuovi Auror si erano già disposti in punti strategici e avevano iniziato a pattugliare. Sturgis guardò in alto, dove sapeva nascosta Hestia, e fece un gesto impercettibile con gli occhi, segno che anche lei poteva andare. Jones annuì, anche se non poteva essere vista, e con uno schiocco si smaterializzò.

    * * *

    La sorveglianza dai Lake era iniziata già da dieci giorni, ma non vi era ancora nessun indizio su chi potesse essere la spia. La routine era sempre la stessa: cinque Auror che pattugliavano la proprietà per sei ore prima del successivo cambio.
    L'alba era prossima, raggi cremisi illuminavano l'orizzonte a est in un crescendo di arcobaleni che dipingevano l'intera volta celeste. La città si stava lentamente svegliando, ma in silenzio, come bisbigli sussurrati dietro porte chiuse, come se tutti già sapessero ciò che stava per accadere. Solo la luce non smetteva di inondare tutto; poi apparve.
    Un teschio smeraldino dalla lingua di serpente sbocciò in cielo come il più terribile dei fiori. Sturgis Podmore urlò ordini alla sua squadra perché si coordinassero, pronti per attaccare il nemico. Quattro lampi di luce rossa arrivarono da lontano a schiantare altrettanti Auror; prima di cadere egli stesso vittima dello schiantesimo, riuscì tuttavia a evocare un Patronus.

    * * *

    Al numero dodici di Grimmauld Place, Dedalus Lux era pronto; mancava poco al cambio di turno e sarebbe toccato a lui controllare il successivo gruppo di Auror, doveva solo aspettare il segnale di Podmore. Quello che arrivò, però non fu il segnale convenuto.
    Una piccola volpe argentata balzò all'interno di una finestra, attraversando le imposte chiuse.
    ― I Mangiamorte attaccano. ― disse quella con la voce di Sturgis, poi si dissolse nel nulla.
    Dedalus corse a svegliare Hestia che dormiva in una delle tante camere della villa; non c'era assolutamente tempo da perdere.

    * * *

    Uno schiocco e i due membri dell'Ordine apparvero sul solito albero nascosti alla vista dal fitto fogliame. Ciò che trovarono al loro arrivo fu assai inquietante: due Mangiamorte stavano ammassando in un lato cinque corpi riversi su loro stessi come fossero carne da macello, un terzo doveva sicuramente essere entrato a giudicare la portone scardinato e spalancato. Pregando che gli Auror fossero solo schiantati e non morti, e che i nemici da affrontare fossero solo tre, Hestia e Dedalus balzarono a terra e sgusciarono furtivi dietro un angolo della casa, fermandosi solo per controllare di essere passati inosservati.
    ― Tutto a posto. ― disse Jones ― Possiamo proseguire.
    Corsero fino a un balcone dove la donna fece apparire una scala pronunciando ‘Scandentem’ e vi salirono. Quella finestra dava sulla camera da letto degli ospiti; con un ‘Alohomora’ la aprirono ed entrarono.
    Bacchette alla mano, raggiunsero con passo felpato la porta che dava sul corridoio e sbirciarono fuori dalla stanza: silenzio e oscurità avvolgeva l'intera casa, apparentemente non c'era nulla che fosse fuori luogo. I due si fiondarono nel corridoio e poi subito nella camera da letto dei coniugi. Amanda gridò terrorizzata, ma Lux la azzittì con un ‘Silencio’.
    ― Perdonate l'irruenza, non siete più al sicuro qui. Qualche minuto fa c'è stato un agguato ai danni della squadra di protezione: i Mangiamorte sono qui, sono già entrati in casa. ― aggiunse dato che quelli sembravano non capire; poi tolse l'incantesimo alla Raleigh.
    ― Preparatevi in fretta, dobbiamo andarcene alla svelta. ― si intromise Jones ― Andate, non fate caso a noi, dobbiamo sorvegliare l'ingresso di questa stanza.
    I coniugi Lake obbedirono all'istante, ma non appena furono fuori dal letto un denso fumo nero avvolse tutto.
    ― Hestia, non c'è tempo, dobbiamo andare. ― Il tono concitato di Dedalus non ammetteva repliche ― Signori, restate dove siete, ora veniamo a prendervi.
    Muovendosi a tentoni, i due membri dell'Ordine della Fenice cercarono di raggiungere Walter e sua moglie. Fecero appena in tempo a muovere qualche passo che lampi rossi squarciarono le tenebre.
    ― State giù! ― urlò Lux ai due coniugi, sparando alla cieca vari incantesimi.
    Nell'oscurità apparve un volto incappucciato; l'uomo avanzò, parlando con voce metallica.
    ― Consegnatemi i due babbani e vi lascerò vivere.
    ― Mai! ― gridò Hestia ― Loro stanno lottando per qualcosa di giusto; come potete non vederlo? Come potete non vedere quanto stanno facendo per i nostri due mondi?
    ― I babbani sono solo feccia, ciò che conta più di ogni altra cosa è la purezza di sangue. ― rispose quello.
    Distratto dalla sua partner, Dedalus ne approfittò per lanciare un ‘Expelliarmus’. Il Mangiamorte però non si fece prendere alla sprovvista e con un ‘Protego’ pronunciato all'ultimo istante riuscì a evitare di essere disarmato. Tuttavia il fascio di luce che lo investì gli fece cadere il cappuccio sulle spalle.
    ― Nicholas Weston? Sei tu la spia? ― domandò incredula Hestia.
    ― Proprio così, Jones. L'Oscuro Signore ha promesso a tutti noi un mondo migliore, ma non potremmo mai averlo se esseri come questi ― E indicò i Lake che erano ancora nascosti dal fumo in qualche angolo della stanza ― lottano contro chimere simili. Meglio spezzare le loro speranze ora, prima che sia troppo tardi… per tutti noi.
    ― Incarceramus! ― gridò Dedalus, ma l'incantesimo andò di nuovo a vuoto.
    ― Non crediate che prendermi sia così facile. ― disse Nicholas, scuotendo un dito.
    ― È ora che maghi e babbani vivano insieme in completa armonia, Weston, se voi Mangiamorte non riuscite a capirlo, non ci resta altra scelta.
    ― Il loro mondo non è nulla, il nostro ha tutto. Ma non capite? Loro non vogliono vivere insieme a noi, loro vogliono quello che abbiamo noi. Crucio! ― aggiunse infine all'indirizzo di Hestia. La donna cadde a terra urlante, la bacchetta le scivolò dalle mani e si perse nel buio.
    Dedalus contrattaccò con un ‘Petrificus Totalus’; Nicholas, costretto a difendersi, lasciò andare Hestia che gattonò fino a raggiungere Amanda Raleigh.
    ― A noi due. ― disse poi il Mangiamorte, voltandosi verso Dedalus ― Regolohov!
    Una frusta di fuoco apparve dalla punta della bacchetta; Weston la fece schioccare minaccioso, lasciando bruciature ovunque quella toccava.
    ― Protego! ― urlò Lux un attimo prima di essere colpito dalla frusta; quella sottile lingua di fiamma rimbalzò indietro, ma lo scudo che il mago aveva creato stava via via bruciando. Alla successiva sferzata – diretta contro le proprie gambe nel tentativo di buttarlo a terra – lanciò un altro incantesimo ― Protego Horribilis!
    La frusta si infranse contro la barriera e scomparve con uno schiocco. Dedalus ne approfittò per lanciare un nuovo incantesimo; per un po' i due si fronteggiarono alla pari, scagliando incantesimi e respingendo quelli dell'avversario.
    ― Restate qui ― disse Hestia ad Amanda ― vado a recuperare la mia bacchetta e vi porto via.
    Si staccò da lei e gattonando a tentoni cercò di ritrovarla; era appena sotto il letto a baldacchino e, impugnatola, gridò:
    ― Ventus!
    Un alito di vento spazzò via l'oscurità e la stanza tornò a essere inondata di luce. Jones scattò in piedi, pronta a smaterializzarsi il prima possibile portandosi dietro uno dei due coniugi.
    ― Ora! Dedalus… ― gridò. Poi corse verso Raleigh, mentre Lux lanciava un potente schiantesimo su Weston per gettarsi sul marito; ma non vi arrivò mai.
    ― Avada Kedavra! ― urlò Nicholas. Un fascio di luce verde trafisse l'aria e colpì al petto Walter Lake.
    ― Nooo! ― L'urlo di Dedalus non servì a nulla. Il corpo di Walter fu prima sbalzato in aria come una marionetta senza fili e poi ricadde a terra, morto. Amanda gli fece eco, gridando a sua volta e gettandosi su di lui.
    I due membri dell'Ordine della Fenicie alzarono le loro bacchette in contemporanea scagliando due incantesimi diversi allo stesso indirizzo.
    ― Bombarda!
    ― Everte Statim!
    Non potendo evitarli entrambi, Weston fu scagliato lontano, nel corridoio. Si rialzò tenendosi una spalla con una mano mentre il suo viso non riuscì a mascherare una smorfia di dolore.
    ― Oggi avete vinto voi, ma il babbano è comunque morto. Lei ― disse indicando la donna riversa sul corpo del marito ― non è più un pericolo ormai, lei ― ripeté ― si ritroverà a chiedersi ‘come avete potuto pensare di vivere così alla grande, lasciando così poco per tutti noi’. ― poi si smaterializzò.
    Hestia evocò il suo Patronus per comunicare l'esito della missione agli altri membri dell'Ordine della Fenice: erano riusciti a scoprire la spia, ma la loro missione di protezione era fallita, Walter Lake era morto. In breve tempo arrivarono tutti per portare Amanda Raleigh al sicuro, sperando che volesse ancora portare avanti il suo progetto da sola.
    Jones e Lux, invece, scesero al piano di sotto dove si trovavano gli Auror schiantati; fu un sospiro di sollievo scoprire che non erano morti. I due Mangiamorte che avevano visto nel giardino al loro arrivo non c'erano più, probabilmente avevano pensato che per uccidere due babbani sarebbe bastato Nicholas Weston da solo e se n'erano andati da tempo. In pochi istanti tutto fu riportato alla normalità e tutti i presenti abbandonarono la villa.

    * * *

    Silenzio. Non un solo uccello solcava il cielo plumbeo, non un solo dei presenti vestiti di nero osava fare rumore. Poi le campane suonarono, tre soli rintocchi, e il pianto della vedova rese la scena ancora più desolante. E silenziosa.

    And my life flashes before my eyes
    I'm wondering will I ever see another sunrise?
    [Russian Roulette – Rihanna]
    Anonymous ha risposto 8 anni, 4 mesi fa 0 Mago · 0 Risposte
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