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  • Still waiting for you

    Posted by Anonymous on Marzo 29, 2017 at 7:24 pm

    Piccola nota prima della storia: è caldamente consigliato accompagnare la lettura della fic con la canzone di Samuele Bersani “Giudizi universali”. Se non la conoscete, sentitela, perché è un piccolo capolavoro. Ci risentiamo alla fine!

    Still waiting for you
    Troppo cerebrale per capire
    che si può star bene
    senza calpestare il cuore.
    Ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi
    come sulle aiuole

    Caro Ron,
    fa freddo e mi manchi. Sono queste le uniche due cose che riesco a constatare in questi giorni.
    Questa è solo l'ennesima lettera che ti scrivo senza spedirla, anche perché non saprei a che indirizzo mandarla. Te ne sei andato da una settimana e ogni volta che ci spostiamo mi sembra di sentirti sempre più distante, anche se ti vedo e ti sento dappertutto: senza di te non è la stessa cosa, qui. Banale, eh? Io e Harry non parliamo quasi mai: o almeno, di niente che non riguardi gli Horcrux e il nostro immediato futuro. Sicuramente non di te. Il tuo letto vuoto attira l'attenzione: l'abbiamo lasciato sfatto, com'era quando te ne sei andato, e ogni volta che lo vedo mi si stringe il cuore e mi si riempiono gli occhi di lacrime. Lo so, Hermione che piange non è una novità, ma la verità è che non mi sono mai sentita sola come in questo momento. Ora che non sei più accanto a me. Tu, che ci sei stato sempre. Tu, che eri sempre pronto a farmi ridere – e a farmi incazzare – e credimi, sono tanto, tanto incazzata con te! Come sei potuto andare via e lasciarci qui? Proprio ora che avevo più bisogno di te?
    Quante volte ci siamo calpestati il cuore a vicenda, Ron? E ora tu l'hai fatto di nuovo. Pensavo che avessimo raggiunto un'intesa, che finalmente ci capissimo, che fossimo vicinissimi a un punto di incontro… e invece niente. Te ne sei andato, fregandotene di Harry, di me, della nostra promessa di aiutarlo… e soprattutto di una promessa tacita ma molto più importante: quella che saremmo stati sempre insieme di fronte alle difficoltà, che non avremmo mollato, che saremmo stati l'uno la forza dell'altra. Ora chi posso abbracciare quando mi sento triste? Con chi posso parlare di tutto quello che mi si agita dentro? Il vuoto che hai lasciato è una voragine.
    Provo una miriade di sentimenti che mi spaventano tantissimo: il dolore viene per primo, perché ogni volta che penso a te – e, credimi, succede spesso – mi viene solo voglia di lasciar perdere tutta questa assurda ricerca, rintanarmi in un angolino e piangere.
    Poi viene la rabbia, ribolle come lava, perché credevo che saresti stato sempre al mio fianco e invece mi hai lasciata qui. Ma non ce l'hai un briciolo di dignità, Ron? Non potevi rimanere almeno per tentare di impedire che succedesse qualcosa tra me ed Harry, visto che a quanto pare era la tua più grande paura? No, te ne sei andato, come un vigliacco. E il Ron che conosco io non è un vigliacco. Avevi la tua occasione per dimostrare che sei coraggioso, come io so che sei, e invece hai gettato la spugna.
    E poi c'è un altro sentimento. Il più forte di tutti, forse. E' l'amore. Perché io sono irrimediabilmente e totalmente innamorata di te, da anni… e se ne sono accorti tutti tranne te. Perché non ti rendi conto che non potrebbe mai esserci niente, niente con Harry? E c'è un semplice motivo: io ho fatto la mia scelta, e continuo a farla ogni giorno. L'ho fatta quando ho lasciato Viktor, perché quando mi guardava vedevo occhi neri e non blu, e niente lentiggini. L'ho fatta quando ho rifiutato più e più volte Cormac, anche se gli piacevo davvero. La sto facendo adesso, quando non sfioro Harry nemmeno per sbaglio, perché lui non ha le tue stesse braccia forti e calde e non potrebbe mai stringermi come facevi tu. Ho sempre scelto te, e tu non te ne sei nemmeno accorto. Perché non ti sei reso conto di quanto fosse profondo il mio amore per te? Perché, vedi, io ti amo in un modo veramente incredibile: cerco di amare i tuoi gusti musicali, e quelli di tua madre, ti lascio l'ultimo pezzo di torta perché so che quella al cioccolato è la tua preferita, potrei saltare dalla montagna più alta se me lo chiedessi, e perfino fare un falò dei miei adorati libri della biblioteca, e le cose per cui ti odio mi spingono solamente ad amarti di più… amo quando sei agitato e inghiotti il vuoto, amo quando arrossisci e le tue lentiggini una per una, amo il modo nervoso in cui le tue mani tamburellano sul tavolo quando fai i compiti, amo il tuo sorriso contagioso e soprattutto amo i tuoi occhi così profondi che sento che potrei sprofondarci dentro e morire. E non sarebbe un brutto modo di morire.

    Torre di controllo,
    aiuto,
    sto finendo l'aria dentro il serbatoio
    .

    E' così che mi fai sentire, Ron: come se non avessi più aria per respirare. La mia è una vita senza fiato: mi si mozzava la mattina, quando tra tutte le teste speravo di scorgerne una rossa; mi si mozzava ogni volta che mi abbracciavi, ogni volta che il tuo sguardo azzurro incrociava il mio; mi si mozza adesso, quando mi trascino fuori dai miei incubi, ma non c'è sollievo nel risveglio, perché tu non sei più qui. Forse l'ho finita davvero, l'aria, e quando respiro in realtà sto solo boccheggiando dolore e angoscia. Lo so che questi non sono i ragionamenti razionali a cui sei abituato – come si fa a respirare senz'aria? – ma questo viaggio mi sta cambiando, è tutto così confuso e mi sembra di vivere distante dalla realtà. E proprio a me Silente aveva dato quei punti per il “lucido uso dell'intelletto mentre altri erano in pericolo”. Guarda dov'è finita adesso, quella “bambina prodigio”! In una tenda, con un freddo cane, a scrivere a lume di candela una lettera che non consegnerà mai.
    Credevo davvero che saresti rimasto fino alla fine, sai. Avevo questa assurda convinzione che, almeno per me, l'avresti fatto. Ma sbagliavo. Sbagliavo a credere che tu tenessi a me, che ci fosse qualcosa di speciale tra di noi, qualcosa che non avevamo nemmeno bisogno di esprimere a parole perché era così evidente…! Sono stata una stupida, una stupida illusa e mi odio. Si dice di non appoggiarsi mai a nessuno, perché se poi se quel qualcuno si sposta, tu cadi. Ed è esattamente quello che è successo a me: mi sono completamente abbandonata a te, come una bambina, pensando che su di te avrei sempre potuto contare… e adesso che tu non ci sei più io non riesco più neanche a stare con me stessa. Credimi, questa rabbia è più rivolta a me che a te: sono stata un'egoista, non ho pensato alla tua famiglia, che ti sarebbero mancati, che avresti voluto dare appoggio a loro… e non a me. Io vengo dopo. Sono sempre venuta dopo, per te. Dopo Harry, dopo Lavanda, dopo il Quidditch, perfino dopo le cosce di pollo. Capisci? Dopo qualcosa da mangiare! Che idiota sono stata, a non capire tutte queste cose prima. Ma mi volevo illudere che tu sentissi come me quella connessione, quella scintilla che c'era tra di noi; anche mentre litigavamo avrei avuto voglia di baciarti, perché c'era quell'elettricità assurda che scorreva nel mio corpo e che mi faceva sentire così viva, così tua.

    Vuoti di memoria,
    non c'è posto per tenere insieme
    tutte le puntate di una storia.

    Riusciresti mai a fare una sintesi della nostra storia, Ron? Di questa storia durata sette anni e mai veramente cominciata? Dicevi che ero un incubo, all'inizio, e io pensavo la stessa cosa di te. Penso che nessuno dei due abbia mai davvero cambiato idea. Lo so che mi odi quando ti correggo, quando sono puntigliosa, quando passo più tempo sui libri che con te, e io non ti sopporto quando sei troppo irruento e mangi come un porco e parli con la bocca piena. Un incubo. Ma anche un sogno. Perché, in fondo, io e te ci completiamo, e trovare la propria anima gemella è difficile perfino nelle favole. La nostra non è mai stata una favola, nel senso che probabilmente siamo fatti per stare insieme, ma non ci riusciamo mai: abbiamo un gran talento nell'incasinare tutto, non è vero? Soprattutto tu.
    E chissà come finirà, questa storia infinita: magari morirò e non saprò mai cosa vuol dire stringerti e sentire le tue labbra sulle mie, come ho sognato tante volte. Rimpiango così tante cose, sai, di quelle che ho fatto con te: avrei dovuto cogliere il momento quando mi si è presentato e non tirarmi indietro, o lasciare che altre prendessero il mio posto.
    In questi giorni sto leggendo una raccolta di pensieri di Madre Teresa di Calcutta: è una donna che ha fatto tantissimo per la comunità babbana, un'instancabile lavoratrice, una persona devota al bene più puro. Leggendo, mi sono imbattuta in questa frase: “Il vero amore deve sempre fare male. Deve essere doloroso amare qualcuno, doloroso lasciare qualcuno. Solo allora si ama sinceramente.”. E allora chi si ama, se non io e te? Che ci siamo fatti così tanto male e così tanto bene a vicenda? Che ci siamo allontanati così tante volte per poi ritrovarci sempre?
    Ma stavolta temo di non ritrovarti più, Ron. Ci hai lasciati in modo troppo definitivo, anche se volessi non riusciresti a rintracciarci e questa è la cosa che fa più male.
    Ho bisogno di te, in un modo che probabilmente non puoi immaginare, visto che tu hai rinunciato a me. Vorrei sapermene fregare come hai fatto tu, ma non ci riesco. Vorrei poter dire “al diavolo, mi ha fatto stare male, non mi merita” ma non posso farlo. Non posso e non voglio scordare niente.
    Ti rivoglio accanto a me. Non posso credermi di essermi immaginata quell'intesa, quella chimica che ci permetteva di capirci con uno sguardo; non voglio dimenticare il tuo braccio passato sulle mie spalle; non mi capacito di vivere senza i nostri battibecchi.
    Ti prego, torna. Questa è la mia stupida preghiera urlata al vento. Ti prego, Ron, torna da me. Non so in che modo potresti farlo, ma provaci.
    Malgrado tutto, io sono qui ancora ad aspettarti. Ho aspettato sette anni, e probabilmente continuerò a farlo. Sempre.

    Leggera leggera,
    si bagna la fiamma,
    rimane la cera
    e non ci sei più.

    Note dell'autrice:
    Ehilà! In questi giorni sono piuttosto malinconica e così mi sono buttata sulla scrittura. Nell'ultimo periodo mi sono letteramente drogata di questa canzone, è diventata un'ossessione, non facevo altro che ascoltarla. E quindi ho messo insieme le due cose che amo di più al mondo, la musica e la scrittura, il tutto condito dal mio stato d'animo depresso, ed è venuta fuori questa song fic che magari non è un capolavoro, però è intensa e tanto, tanto sentita. I sentimenti e le emozioni che prova Hermione per l'abbandono di Ron li ho provati anche io, e mi sono ispirata alla mia storia per riportarli su carta: spesso mi rendevo conto di scrivere rabbiosamente sulla tastiera e quando ho riletto il tutto, a lavoro finito, mi è perfino scesa una lacrimuccia (non mi era mai successo con una mia storia). Spero tanto che vi piaccia ma che soprattutto vi arrivi quell'emozione intensa che ho provato io. Per un qualche strano motivo, tengo molto a questa storia, forse perché si ispira a un periodo molto buio della mia vita e a una persona che mi ha fatto soffrire molto, quindi spero doppiamente che la apprezziate. Grazie per aver dedicato un po' del vostro tempo alla lettura 🙂 
    Vostra,
    Herm

    Anonymous ha risposto 6 anni fa 0 Mago · 0 Risposte
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