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  • Svelare il futuro – Divinazione e Storia

    Posted by Anonymous on Aprile 9, 2015 at 6:44 pm

    INTRODUZIONE
    Il termine divinazione deriva dal latino divinatio, che poi a sua volta ha dato origine al verbo divinare.
    Il collegamento con la sfera divina e sacra appare evidente e non è un caso, dato che inizialmente si considerava la pratica divinatoria strettamente legata a quella divina. A differenza dell'atteggiamento conoscitivo dei moderni, critico e razionale, l'antichità non separava il sacro dal profano, il cielo dalla terra: lo spirito divino, al contrario, “impregnava” di sé ogni singola parte del cosmo vivente. Un invisibile filo collegava l'ultima stelo d'erba con la stella più luminosa dei cieli, creando una misteriosa, intima armonia fra il microcosmo e il macrocosmo. All'Uomo spettò dunque il difficile, ma pur sempre possibile, compito di risalire al senso del tutto, partendo da una delle sue singole Parti.

    Anche il suo Destino, così come l'hanno voluto gli dei, è scritto in uno qualunque degli infiniti presagi, cioè eventi, rilevanti o meno, di cui si intesse il meraviglioso ricamo cosmico: tocca all'Uomo coglierne il senso, attraverso una delle infinite chiavi di lettura offerte dalle tecniche di Divinazione.

    Le prime divinazioni erano molto diverse da quelle odierne. Non per forza interrogavano la natura per ottenere informazioni sulle future stagioni o insomma eventi naturali, e i sacerdoti-divinanti non erano ancora diffusi.
    Più precisamente, le arti mantiche (damántis=indovino) si possono suddividere in vari modi, ma la classificazione più utile è quella tra artificiali, occasionali e naturali.
    Nella categoria delle naturali possiamo trovare presagi astrologici (conformazione e movimenti astrali), presagi fisiognomici (tratti del corpo umano), presagi patologici o teratologici (analisi di parti del corpo umano e animale anomale, malate o mostruose), presagi epatoscopici (conformazione di viscere normali, specie il fegato, di animali sacrificati). Quest'ultimo tipo di tecnica divinatoria era una delle più usate, e veniva detta aruspicina o extispicina (da exta=viscere).
    Tra le tecniche divinatorie occasionali annoveriamo invece presagi zoologici (analisi del comportamento degli animali), e tutta la casistica inerente altri tipi di presagio, come il fulmine (le modalità della caduta, la sua conformazione, il luogo dove si abbatteva), il volo degli uccelli o qualunque altro avvenimento singolare e sorprendente (un bagliore di luce, una pozzanghera dalla forma singolare).
    Nel gruppo delle artificiali invece consideriamo i presagi aritmetici o emerologici (analisi dei numeri e del calendario) e i presagi lecanomantici (lettura e decodificazione di fenomeni provocati, il più delle volte in sé irrilevanti, come la forma acquistata dalle gocce d'olio e viceversa, la lettura dei fondi di caffè e tutto ciò che deriva dalla casistica).

    E' bene comunque ricordare che Divinazione non è un modo sicuro di conoscere il Futuro: è, e resterà sempre, solo un modo per conoscere meglio noi stessi.

    STORIA
    Ogni antica popolazione ha sempre custodito gelosamente le proprie tecniche divinatorie, ed è per questo che, ad oggi, risultano numerosi approcci alla stessa materia.
    I primi furono i Sumeri, che analizzavano e prendevano nota di eventi (come nascite prodigiose o mostruose) e dei comportamenti della natura, seguiti dai Babilonesi, che studiavano il moto delle stelle
    In Egitto la pratica di rivolgersi a un oracolo fu molto diffusa: fa quelli più celebri possiamo citare quelli di Iside a Capto e di Apis a Menphi.
    Apollo e Atena erano in Grecia fra gli dei più venerati, grazie alla loro benevole volontà di rilasciare oracoli: si ricordino alcuni dei templi più famosi dedicati a questo scopo, come quello di Delfi, di Didimo e di Claro.
    Ovunque diffusa era, inoltre, la pratica della consultazione oracolare: attraverso il “trance” del sacerdote o della Pizia, o a volte quello del “cliente” stesso, il dio comunicava il proprio responso. Da qui si ritiene sia nata la tradizione legata all'oniromanzia (dal greco ònar=sogno).
    I Romani si basavano inoltre sull'omen (=udito), mentre gli Etruschi facevano affidamento sull'aruspicina (e per questo erano detti Aruspici).
    La pratica si è poi evoluta con il passare dei secoli, arrivando al Medioevo con pressoché intatta la tradizione oniromantica e l'aggiunta dei Tarocchi. E' qui che la tradizione incontra un brusco freno: la categoria degli Indovini e dei Divinanti, strettamente correlata a quella della Strega, viene perseguita poiché ritenuta pericolosa e malvagia, repressione che sfocerà nella terribile Caccia alle Streghe. Ciò pare un po’ in contraddizione con il fatto che i divinanti poi vennero ampiamente perseguitati per commettere pratiche “contro il volere divino”, ma ciò può essere spiegato con il fatto che la pratica era più legata all’ambito pagano, mentre la persecuzione era più in ambito cristiano o comunque monoteista.

    Ad ogni modo, la Divinazione è sopravvissuta fino a noi pressoché intatta, portando con sé il suo inestimabile bagaglio culturale.

    Anonymous ha risposto 9 anni fa 0 Mago · 0 Risposte
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