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Albus Silente: non tutto ciò che appare è vero

Cosa sappiamo del grande preside Albus Silente al termine del sesto libro della saga? In attesa dell'epilogo finale, ecco un lungo approfondimento su di lui.

Non tutto ciò che appare è vero

Albus Percival Wulfric Brian Silente, o meglio come conosciuto come Albus Silente, il preside più famoso della scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, nonché Ordine di Merlino, 1° classe, presidente del Wizengamot e membro della Confederazione Internazionale dei Maghi. Insomma, un pezzo grosso del mondo della magia. Ma quanto conosciamo di lui? E’ veramente ciò che è?

Dopotutto, sappiamo bene che la saga di Harry Potter è un continuo svelarsi di incredibili verità, e ciò che appare ai nostri occhi inizialmente scopriamo essere totalmente diverso.

Prendiamo il professor Raptor, in Harry Potter e la Pietra Filosofale: è sempre apparso come il timido e balbettante professore di Difesa Contro le Arti Oscure, un ruolo semplice all’interno della trama. Questo ad una prima visione, perché alla fine scopriamo che è un alleato di Voldemort, anzi, vive in simbiosi con lui, portandosi il Signore Oscuro sotto il turbante. 

Una cosa sconvolgente! E cosa dire di Piton? Fino dal primo istante Harry prova una grande antipatia verso il professore di Pozioni ed anche il lettore prova lo stesso sentimento, ricambiato dal profondo odio che Piton dimostra ad Harry in ogni istante. Perfino Hermione è convinta che sia cattivo, al punto che crede sia proprio lui a gettare il malocchio sulla scopa di Harry, durante la sua prima partita di Quidditch. E invece scopriamo proprio il contrario: Piton cercava di salvare Harry dalle formule lanciate dal professor Raptor. Quindi, Severus Piton, buono o cattivo? Alla fine del sesto libro abbiamo visto tutti il terribile gesto che ha fatto. Sembrano non esserci dubbi. Ma di Piton parleremo un’altra volta.

Harry Potter, una saga in cui tutto ciò che appare, sembra non essere realmente così. Un altro personaggio che lo dimostra è Gilderoy Allock, professore di Difesa Contro le Arti Oscure al secondo anno di scuola di Harry. Anche questo professore appare un semplice personaggio, famoso, ammirato, egocentrico e in fondo anche buono. E alla fine invece, cosa si scopre? Che non è altro che un impostore, che ha truffato maghi e streghe di grande talento per prendersi i meriti, i soldi e la fama.

Prendiamo ora Crosta: il patetico topo di Ron Weasley che fin dal primo incontro con Harry, appare come il semplice topo da compagnia. Sbagliato! In Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, abbiamo una rivelazione scioccante. Crosta non è un topo, bensì Minus Peter, un animagus che per dodici anni si è trasformato in topo per similare la sua morte e incolpare un’altra persona al suo posto per gli omicidi commessi. E allora anche Grattastinchi, appare come l’antipatico gatto di Hermione che cerca di mangiare Crosta, ma invece lui sa bene che sotto quel pelo non si nasconde un vero topo, ma un impostore. 

Cosa dire allora del terribile Sirius Black? Un evaso dalla prigione di Azkaban, una persona terrificante, un’omicida e alleato di Lord Voldemort. Niente di tutto ciò ovviamente: scopriamo infatti che Sirius Black, che sembra voler infiltrarsi ad Hogwarts per uccidere Harry, non è altro che il suo padrino, nonché amico più fedele di James Potter, finito ingiustamente in prigione. E non dimentichiamoci di Remus Lupin, il buon professore che ha però un piccolo segreto da nascondere: è un terribile e pericoloso lupo mannaro.

Continuando una veloce analisi, in Harry Potter e il Calice di Fuoco, conosciamo il professor Alastor Moody, un ex-auror, all’apparenza un po’ matto, ma si rivela essere un ottimo alleato per Harry, nel superare le prove del Torneo Tremaghi. Certo, ormai dovremo farci l’abitudine.

Un alleato che ha disposto le carte a suo modo, in modo che Harry venisse nominato dal Calice di Fuoco, arrivasse alla Coppa finale del Torneo e si ritrovasse in un cimitero a faccia a faccia con Lord Voldemort, ritornato in piena forma. Sotto quella maschera non si nascondeva altro che Bartemius Crouch  Junior, un potente sostenitore del Signore Oscuro, da tutti creduto morto anni prima ad Akaban.
Potremo parlarne ancora a lungo, ma ormai è chiaro: J.K. Rowling ha sempre nascosto e truccato bene le carte in tavola, facendoci credere esattamente l’opposto della vera realtà.

E’ quindi normale, ora, guardare con occhio critico ad ogni personaggio. La figura di Severus Piton rimane ancora criptica. Ma prendiamo Silente, il grande Preside. Cosa sappiamo di lui, fino ad ora? Cosa dovremo aspettarci dal lui adesso e dal suo passato? Anche sotto la buona e amabile faccia del Preside di Hogwarts si nasconde qualcun altro? Probabilmente non è così. Per ora concentriamoci sulla sua figura cercando di analizzare ogni particolare che conosciamo, in attesa della pubblicazione italiana di Harry Potter e i Doni della Morte!

Silente e la coppa del Torneo Tremaghi

La figura e la vita di Albus Silente

« Era alto, magro e molto vecchio, a giudicare dall’argento dei capelli e della barba, talmente lunghi che li teneva infilati nella cintura. Indossava abiti lunghi, un mantello color porpora che strusciava per terra e stivali dai tacchi alti con le fibbie. Dietro gli occhiali a mezzaluna aveva due occhi di un azzurro chiaro, luminosi e scintillanti, e il naso era molto lungo e ricurvo, come se fosse stato rotto almeno due volte. L’uomo si chiamava Albus Silente. »

Eccolo qui, il nostro miglior Preside, come viene descritto da J.K. Rowling in Harry Potter e la Pietra Filosofale. Nel corso della saga apprendiamo anche molto di più sul suo aspetto fisico, per esempio conosciamo un dato un po’ bizzarro: Silente porta infatti una cicatrice sul ginocchio che raffigura perfettamente la piantina della metropolitana di Londra. Per quanto a volte Silente sia bizzarro, comico ed enigmatico, dimostra sempre un grande vigore ed una grande forza, nonostante sia molto anziano.

Oltre a sapere che Silente è nato il 26 agosto 1845 e possiede un fratello di nome Abeforth, locandiere della Testa di Porco, non sappiamo molto del suo passato e forse è proprio questo la parte più interessante della sua storia e della sua personalità. Soprattutto in seguito ad alcune rivelazioni di J.K. Rowling in merito, sulle quali non ci soffermeremo per motivi di puro rispetto nei confronti di chi non conosce la trama finale della saga.

Le grandi capacità magiche di Silente vengono scoperte subito quando incominciò a studiare ad Hogwarts: da Harry Potter e l’Ordine della Fenice, sappiamo infatti che la professoressa Marchbanks afferma di averlo esaminato in Incantesimi e in Trasfigurazione durante i suoi G.U.F.O. e ammette di “non aver mai visto nessun altro fare cose simili con una Bacchetta”. Dopo aver conseguito i suoi M.A.G.O., Silente torna a Hogwarts per insegnare Trasfigurazione ed è proprio in questo periodo della sua vita che incontrerà ed cercherà di prendersi cura del giovane Tom Orvoloson Ridde. 

In seguito Albus Silente diverrà Preside di Hogwarts, succedendo ad Armando Dippet. 

Nella comunità magica è considerato un ottimo Preside ed ha sempre avuto la stima di gran parte della comunità. E’ anche grazie a questo che Hogwrats può essere considerata una scuola di magia di elevata qualità. Tuttavia per due volte nel corso della serie Silente ha perso momentaneamente l’incarico. In Harry Potter e la Camera dei Segreti, Lucius Malfoy persuade i dodici consiglieri della scuola a licenziarlo a causa degli attacchi di un Basilisco all’interno della scuola. Alla fine dello stesso libro, dopo l’uccisione del Basilisco da parte di Harry, Silente ottiene di nuovo l’incarico, scoprendo tra l’altro che Malfoy aveva ricattato gli altri consiglieri, minacciandoli di maledire le loro famiglie.

In Harry Potter e l’Ordine della Fenice, quinto anno scolastico di Harry a Hogwarts, Dolores Umbridge, la nuova insegnante di Difesa contro le Arti Oscure e Inquisitore Supremo di Hogwarts, accusa il Preside di aver fondato un suo personale esercito di studenti, L’Esercito di Silente, per cercare di combattere il Ministero e togliere la carica di Ministro a Cornelius Caramell. A questo punto è il Ministro della Magia in persona a licenziarlo e decidere di spedirlo ad Azkaban. Ma Silente è un grand’uomo e con una spettacolare uscita, scappa, lasciando però Hogwarts in mano alla terribile Dolores Jane Umbridge. Dopo l’attacco di Voldemort al Ministero, Cornelius Caramell si convince ad aprire gli occhi e ripristina i regolari compiti all’interno della scuola.

Ma gli anni passano anche per il secolare Preside, infatti, come nota Severus Piton, Silente invecchia sempre più rapidamente. Nel sesto libro della saga il professore afferma che “i suoi riflessi non sono più quelli di una volta”.
Alla fine dello stesso libro, che possiamo datare nel 1997, in seguito ad un attacco dei Mangiamorte ad Hogwarts, Silente perde la vita, per mano dello stesso Piton, cadendo da una torre della scuola.

Le circostanze della morte di Silente sono molto strane: il preside si fidava ciecamente di Piton, anche se il professore è sempre apparso come crudele e spinto verso le Arti Oscure, nonché ex-mangiamorte, anzi, ora sembrerebbe proprio un Mangiamorte tornato in piena attività. Dunque, Piton doppiogiochista o triplogiochista? Ancora non si capisce, ma riceveremo una sicura risposta all’interno dei Doni della Morte.

Il momento è forte e molto tragico: tutto il mondo magico partecipa al funerale del grande mago. Perfino le creature magiche che abitano la Foresta Proibita e il lago nero si fermano a rendere omaggio alla tomba bianca di Silente, che si trova, secondo i suoi desideri, all’interno del perimetro della scuola che tanto amava. Addirittura la perfida Dolores Umbridge, che l’anno prima aveva accusato Silente di cospirazione contro il Ministero della Magia e strappato il ruolo di preside tra le tante altre cose, partecipa al funerale. Silente quindi lascia la vita terrena alla veneranda età di 152 anni.

La fuga di Albus Silente

Onori e glorie di Albus Silente

Albus Silente verrà però sempre ricordato per le mille azioni e i mille contributi dati per lo sviluppo della comunità magica. Era infatti insignito dell’Ordine di Merlino di Prima Classe; come ci dicono le figurine dei maghi famosi presenti sulle cioccorane, Silente è famoso per aver lavorato insieme al suo collega Nicolas Flamel, creatore della Pietra Filosofale, per aver scoperto i dodici modi per usare il sangue di Drago, per la capacità di evocare il “Fuoco Gubraitiano” (un fuoco magico che non si spegne mai) e per aver sconfitto il mago del male Grindelwald. Universalmente è considerato il mago più grande di tutti i tempi, tanto per i suoi poteri quanto per la sua fibra morale.

La sua fama gli avrebbe permesso di diventare Ministro della Magia, ma ha rifiutato l’incarico perché ha preferito restare a Hogwarts come Preside. È anche l’inventore di un nuovo metodo di comunicazione via Patronus, e il suo animale da compagnia è una fenice, di nome Fanny, a lui sempre fedele finchè non perde la vita. Silente è un ottimo Legilimens e Occlumante; sa parlare il linguaggio delle Sirene (Maridese, Sirenesco o Marino a seconda della traduzione), e apparentemente è in grado di comprendere il Serpentese.

Muove la Bacchetta con grande rapidità e spesso sprigiona una forza magica che fa rizzare i capelli. Inoltre, come si apprende dal sesto libro, Harry Potter e il Principe Mezzosangue, è perfettamente in grado di nuotare con un impeccabile stile a rana nonostante la sua mano fosse stata carbonizzata a seguito di un sortilegio.

Oltre a queste sue grandi capacità magiche, che lo avevano distinto fin dai suoi primi anni di studio ad Hogwarts, Silente è anche il presidente del Wizengamot, ovvero il tribunale supremo dei Maghi. La sua sede si trova a Londra, presso il Ministero della Magia, allo stesso piano dell’Ufficio Misteri.

Nonostante nel corso di Harry Potter e l’Ordine della Fenice venga privato di questi titoli dal Ministero della Magia, per aver diffuso la notizia del ritorno del Signore Oscuro, gli vengono infine restituiti grazie alle azioni compiute da Harry. Silente afferma comunque che l’unico riconoscimento di cui gli importi è la figurina delle Cioccorane. 
Se Severus Piton è un personaggio molto enigmatico, non possiamo dire che Albus Silente sia meno criptico.

Insomma, a lui importa solo comparire sulle figurine delle Cioccorane, ha delle uscite più che bizzare sui suoi gusti e desideri, non aspira alla carica di Ministro nel momento in cui tutta la comunità magica gli offre il ruolo, cedendo addirittura il ruolo a Cornelius Caramell. Se Silente fosse diventato Ministro della Magia, saremo sicuri che non sarebbero successi tutti questi disastri, combattimenti e omicidi per mano dei Mangiamorte: Silente avrebbe saputo come affrontare la situazione e tenerla sottocontrollo.

Ma sembra proprio che a Silente non piaccia il potere, e si accontenta della sua cattedra di Preside ad Hogwarts, dove tra l’altro è molto buono e socievole con tutti i professori ed alunni, lasciando loro una grande libertà d’azione, senza imporre regole rigide e severe. Non c’è proprio nulla che Silente ci nasconde?

Esercito di Silente

Albus Silente e il rapporto con il male

La bacchetta di SambucoAnalizziamo ora il rapporto che c’è tra Silente e Voldemort. Giunti al sesto capitolo, Harry Potter e il Principe Mezzosangue, veniamo a conoscenza di dati importanti e sappiamo così che Silente incontra il giovane Tom Riddle quando ancora era un bambino.

Silente incontra per la prima volta Tom Orvoloson Riddle, nell’orfanotrofio dove era vissuto fino ad allora. Silente si reca in questo luogo per offrirgli un posto da studente a Hogwarts; riesce nell’intento, accorgendosi però immediatamente che quel bambino ha qualcosa di “strano” anche per un mago. A Silente non sfugge niente, è un uomo intelligente, quindi, durante la permanenza di Tom ad Hogwarts, Silente lo tiene sott’occhio, e riesce anche a convincere l’allora Preside Armando Dippet a negargli la cattedra di Difesa contro le Arti Oscure che Tom aveva richiesto appena ricevuto il diploma. Probabilmente ha già notato le sue aspirazioni e la sua inclinazione verso il male.

Lord Voldemort prende comunque il potere e incomincia a seminare il terrore. Silente, durante un incontro di lavoro con Sibilla Cooman, assiste per caso alla formulazione di una profezia, nella quale veniva predetta la caduta di Voldemort causata da un bambino. Severus Piton riesce ad origliare una parte di questa profezia, riferendola al suo signore, Voldemort.

Quest’ultimo decise che la profezia riguardava Harry Potter, e quindi cercò invano di ucciderlo.
In seguito all’ascesa di Lord Voldemort e al suo crescente potere, Silente fonda l’Ordine della fenice, per contrastarlo ed opporsi ai suoi seguaci, i Mangiamorte. Egli è inoltre il Custode Segreto della base operativa dell’Ordine, che si trova nella vecchia casa della famiglia Black (al numero 12 di Grimmauld Place) ed è custodita dall’elfo domestico Kreacher. Nel mondo magico corre la voce che Silente sia l’unico mago che Voldemort abbia mai temuto.

Silente fa l’importantissima scoperta degli Horcrux di Voldemort e ne distrugge uno, l’anello di Orvoloson Gaunt, nonno materno di Tom. Harry a sua volta ne aveva inconsapevolmente distrutto uno nel secondo libro, il diario che aveva attirato Ginny nella Camera dei segreti. In seguito Silente comunica quest’informazione ad Harry che andrà con lui a cercare e distruggere un altro Horcrux, il medaglione di Serpeverde.

Alla fine del sesto libro Harry si accorge tuttavia che quello per cui lui e Silente hanno rischiato la vita non è un Horcrux, bensì una copia. Era stato infatti già sostituito da un altro mago, siglato con il nome R.A.B. che molti pensano si riferisca a Regulus Arcturus Black, il fratello mangiamorte di Sirius, che poi decise di tornare sulla vecchia strada, incontrando però la morte ad opera di Voldemort.

Tra Grindelwald e Voldemort, dobbiamo dire che Silente è sempre stato a contatto con il male e l’oscuro e possiamo definirlo il paladino della giustizia. Ha sempre agito in nome del bene e della verità, e senza paura ha sempre affrontato con tranquillità e lucidità il Signore Oscuro. Silente ha sempre rappresentato per tutta la comunità, un’ancora alla quale riporre fiducia a speranza. Ora se n’è andato.

Come affronterà questo periodo di tenebre, l’indifesa comunità magica? Inutile riporre le speranze nel Ministero della Magia che non sa da che parte agire per aumentare la sua immagine. Non ci resta che contare sulla forza e il bene che alberga nell’Ordine della Fenice e nei suoi collaboratori, pronti a morire per ridare luce ad un mondo meraviglioso.

Questo approfondimento è stato pubblicato prima della pubblicazione del libro “Harry Potter e i Doni della Morte”.

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