La Pietra Filosofale / Riassunto dei capitoli

[tps_title]Capitolo 12: Lo specchio delle brame[/tps_title]

Lo specchio delle brame

Si avvicina il Natale ad Hogwarts e mentre tutti si preparano per fare ritorno a casa, Harry e i fratelli Weasley non si affannano in tali preparativi perché lo passeranno all’interno della scuola. Hermione, in partenza, si raccomanda con gli altri due amici di continuare le ricerche su Nicolas Flamel, nonostante l’ammonizione di Hagrid di dimenticare tutta la questione. Finora le ricerche erano state infruttuose ma non tutte le speranze erano perdute perchè la maggior parte dei volumi della biblioteca non erano ancora stati letti, soprattutto i libri del reparto proibito. Non potevano chiedere l’autorizzazione a consultare quei testi e non potevano chiedere alla bibliotecaria per paura che in qualche modo la notizia giungesse alle orecchie del professor Piton.

Harry e Ron però, si dimenticano della promessa e si dedicano a ogni attività ricreativa possibile: mangiare, dormire, progettare piani per far espellere Malfoy, e anche giocare a scacchi. La mattina di Natale, contrariamente alle sue aspettative, Harry riceve una montagna di regali: un flauto di legno, intagliato a mano da Hagrid, un maglione di lana confezionato dalla signora Weasley, una mezza sterlina dai suoi zii e un pacco di Cioccorane da parte di Hermione. L’ultimo pacco però è quello a contenere la cosa più strabiliante: un mantello dell’invisibilità. Stranamente non reca mittente ma solo un biglietto che recita : “Questo me l’ha affidato tuo padre prima di morire. E’ giunto il momento che torni a te. Fanne buon uso. Buon Natale.” Harry non ha molto tempo per riflettere su chi possa averglielo mandato perché viene travolto dall’irruenza dei fratelli Weasley che trascinano tutti quanti in Sala Grande per i festeggiamenti.

L’intera giornata viene trascorsa tra pranzi luculliani e divertimenti vari fino alla sera e tutti crollano stanchi ma felici sui loro letti. Tutti tranne Harry che si concede un momento per riflettere sulla giornata trascorsa e sulla provenienza del mantello dell’invisibilità. All’improvviso si rende conto delle potenzialità di quell’oggetto e senza pensarci troppo su, lo indossa: così avrebbe potuto girare per tutta la scuola senza essere notato, ma soprattutto avrebbe potuto agire indisturbato nel reparto proibito della biblioteca. Presa la decisione, si aggira per i corridoi della scuola e percorre tutta la biblioteca fino al reparto proibito. Dopo una breve perlustrazione, si lascia incuriosire da un tomo dalla costa argentata: lo apre, ma all’improvviso il libro lancia un grido acuto che richiama l’attenzione di un Gazza furente. Preso dalla paura di poter essere scoperto, col mantello fin sopra la testa attraversa tutta la biblioteca mancando di poco Gazza che stava già entrando. Corre a casaccio per i corridoi tutti uguali, finché, tra lo stupore e lo sgomento sente la voce di Gazza avvertire il professor Piton che un intruso era entrato nel reparto proibito. Piton subito annuncia che lo avrebbero cercato e acciuffato e Harry capisce che se anche non potevano vederlo grazie al mantello, avrebbero potuto ugualmente urtarlo e di conseguenza avrebbero capito dove era nascosto.

Per evitare ciò, si intrufola senza farsi vedere in una piccola stanza in disuso e qui fa una scoperta sconcertante. Nella stanza infatti, si trova un antico ed enorme specchio che reca una curiosa incisione: “Erouc li amotlov li ottelfirnon”. Specchiandocisi, oltre a se stesso, vede quelli che riconosce essere i suoi genitori. Rapito ed estasiato dalla visione, rimane a fissare il riflesso per un tempo imprecisato, finché dei rumori dal corridoio non lo riportano alla realtà e lo costringono a fare ritorno al dormitorio. La notte successiva, raccontata l’avventura ad un affascinato ed incuriosito Ron, tornano, non senza difficoltà, alla stanza dello specchio. Anche Ron si specchia, ma al contrario di Harry vede solo se stesso, forse un po’ cresciuto, caposcuola, con la fascia da capitano della squadra di Quidditch e la coppa del campionato. Ron, eccitato, prova a ipotizzare che sia uno specchio che rivela il futuro, ma la spiegazione non regge perché i genitori di Harry purtroppo erano morti. Non hanno tempo di formulare altre ipotesi perché come spuntata dal nulla, Mrs Purr fa ingresso nella stanza. Dopo un breve giro di ricognizione, la gatta, scodinzolando, esce lasciando ai due ragazzi il sospetto che stesse andando ad avvisare il suo padrone. Per non correre rischi, lasciano la stanza velocemente e fanno ritorno ai dormitori.

Oramai, però, per Harry è diventata quasi un’ossessione e nonostante i tentativi di Ron di dissuaderlo, torna nella stanza anche la notte successiva. Non poteva fare a meno di vedere i suoi genitori che così per tanto gli erano mancati.
Quella notte, ignorata ogni prudenza, si infila precipitoso nella stanza e senza fare attenzione ad altro, fissa imbambolato e felice lo specchio. Una voce però lo riporta alla realtà: era Silente.
In qualche modo sapeva che da qualche notte Harry si recava lì per specchiarsi in quello che Silente rivela essere lo “Specchio delle Brame”.

Questo oggetto portentoso era infatti capace di mostrare i desideri più profondi e inconsci delle persone, realizzabili o impossibili che fossero, e in molti per questo motivo si erano perduti in esso. Preferivano infatti stare ore a fissare quello che lo specchio gli mostrava piuttosto che vivere realmente. Così Silente, finito di spiegare, avvisa che per il bene di tutti, quello specchio sarebbe stato spostato e che Harry non avrebbe mai più dovuto cercarlo. Harry, triste ma ragionevolmente convinto, annuisce. Prima di tornare sui suoi passi chiede a Silente quale fosse l’immagine che lo specchio gli mostrava, e questi serafico risponde: “Mi vedo con in mano un paio di grossi calzini di lana. I calzini non bastano mai, … è passato un altro Natale, e nessuno mi ha regalato un solo paio di calzini. Chissà perché a me regalano soltanto libri .”

Harry, sorpreso e incredulo, torna nella sua stanza chiedendosi se davvero Silente gli avesse detto la verità, dopotutto era una domanda molto personale e non tutti avrebbero rivelato i loro desideri, figuriamoci i più profondi…

Riassunto a cura di Dobby.
© 2008 GiratempoWeb.
Vietata la riproduzione, anche parziale.

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti sei perso?

Forse ti occorre una mappa!



Giuro solennemente di non avere buone intenzioni!
Accedi o registrati per visualizzare la Mappa del Malandrino.