Dietro le Quinte di Animali Fantastici: un reportage dall’Inviato di Pottermore

Come riportato su Pottermore, un inviato speciale del suddetto sito è testimone delle riprese notturne di Animali Fantastici e Dove Trovarli. In particolare ci descrive vari momenti, dalla preparazione alla pausa dalle riprese, i vari luoghi di riposo fra una scena e l’altra e ci trascina lungo le strade di New York, ricostruite magistralmente da Stuart Craig e il reparto scenografico:

E’ mezzanotte passata sul set di Animali Fantastici. È inverno. Meglio rifugiarsi in una delle roulotte di qualche personaggio famoso per riscaldarci un po’.

Come è ovvio, in ogni film che si rispetti ci sono scene notturne. Ma avete mai pensato a come possano essere state girate?

Nemmeno io. Questo almeno fino a quando non ho chiesto di piazzarmi sul set fino alle due del mattino.

Durante i mesi di riprese di un film ci sono dei fastidiosi periodi di tempo conosciuti come ‘riprese notturne’.

E’ esattamente quello che sembra: girare di notte.

Sul set di Animali Fantastici, significa iniziare alle quattro del pomeriggio e terminare intorno alle due del mattino.

Gli attori si stancano, e i make up- artist utilizzano tutti i trucchi necessari per sistemarli al meglio alla luce crepuscolo. Il regista David Yates indossa il suo cappellino in lana perché fa molto freddo di notte.

La roulotte di un attore o attrice è invece il suo santuario fra una scena e l’altra. E’ il luogo ideale dove mangiare ceci al curry e cavolfiori, riso e spinaci, fare un pisolino sul letto apposito, chiamare la propria famiglia al telefono, controllare le news di twitter e per i propri piccoli rituali d’attore, oltre che godersi qualche momento di silenzio ancora con il costume di scena addosso.

Fra qualche attimo vi porterò all’interno di uno di questi.

Ma prima, facciamo una passeggiata lungo il corridoio dove sostano le roulotte.

E’ molto bello, sapete: camioncini bianchi che fungono da case di grandezza variabile, parcheggiate in due lunghe file nel fango su una strada newyorkese lunga all’incirca 90 metri costruita appositamente per Animali Fantastici.

C’è un numero stampato su un foglio di carta laminata appiccicato sulla porta di alcune roulotte:

Eddie Redmayne mangia, dorme e si cambia nella 1, Katherine Waterston nella 2, e così via.

Continuando a camminare, tremante di freddo nonostante il giaccone a vento e le scarpe a prova di pioggia, potreste incontrare Ezra Miller, seduto comodamente sulla soglia della sua roulotte, che sorseggia the dolcificato in un bicchiere di polistirolo.

C’è una scia di fumo proveniente dalla finestra di una delle roulotte e un profumo di cioccolata calda da un’altra.

E’ un posto così calmo, quasi soprannaturale in queste prime ore del mattino, ha il fascino di un parco divertimenti abbandonato.

Dentro ciascuna roulotte, qualche attore resta in costume, addirittura nel suo personaggio; altri abbandonano qualunque maschera per tornare nel quotidiano.

Per entrare in una delle loro “abitazioni”, salti tre gradini pericolanti per poi varcare l’uscio, aprendo una sottile porta rivestita di metallo.

Appena entrati, vi è un piccolo cucinotto sulla sinistra, un tavolino in pietra a destra, una poltrona nel mezzo e un divanetto sotto la finestra.

Il pavimento è ricoperto di fogli sparsi del copione, vestiti lasciati alla rinfusa e altri oggetti momentaneamente abbandonati a sé stessi.

Una veloce occhiata sulla destra e da un angolo si intravede un bagno tutto bianco, oltre il quale vi è  una piccola camera da letto.

L’illuminazione dell’ambiente è a neon, ma c’è un qualcosa di calorosamente accogliente in questi piccoli spazi, di bellissimo e semplice.

C’è qualcosa di tossico in questa normalità che emanano, a dispetto del talento che dorme qui.

Ci si potrebbe anche accomodare…ma si sente bussare alla porta, ed è ora di tornare al lavoro.

Le telecamere aspettano; il film non si gira da solo”.

 

Allora che dite, vi piace questo “momento di normalità”? A noi personalmente sì e non vediamo l’ora di vedere il prodotto girato e finito e al cinema!

 

Fonte: Pottermore

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