Nuova intervista Jonny Campbell, regista di “A Casual Vacancy”

Jonny Campbell, regista dell’adattamento televisivo del primo romanzo per adulti di J. K. Rowling, “A Casual Vacancy” (“Il Seggio Vacante”), si è lasciato intervistare dai ragazzi del sito inglese Always J. K. Rowling. Ricordiamo che “A Casual Vacancy” è stato adattato per il piccolo schermo sotto forma di una miniserie in due puntate, ha già debuttato in Inghilterra e uscirà in America il 29 Aprile.

Qui di seguito riportiamo la traduzione integrale dell’intervista al regista:

Qual è stato il controllo creativo che lei ha avuto nel filmare “A Casual Vacancy”?

Il ruolo del regista è quello di essere responsabile della narrazione nel momento in cui si passa dalla sceneggiatura allo schermo, si deve visualizzare e respirare la vita al suo interno e quindi prendi inevitabilmente il controllo di quel processo creativo – che non deve essere un controllo “fuori di testa” (!) – ma deve coordinare e dirigere tutti i dipartimenti, dal copione e dal cast alle locations, produzione del design, make up e costumi alla cinematografia. Ovviamente, questo processo è composto da migliaia di queste decisioni e alcune di questa vengono inoltre influenzate lungo il percorsa dai commenti e i suggerimenti dei produttori e produttori esecutivi.

Ci sono stati membri del cast o dello staff tecnico con cui è stato particolarmente interessante lavorare?

Sono stato davvero fortunato a lavorare a questo progetto con un cast e uno staff così eccezionalmente talentuosi. Potrei scrivere pagine intere su tutto lo staff, ma è sempre molto gratificante lavorare col cinematografo Tony Slater Ling. Abbiamo lavorato insieme molte volte prima su ,ad esempio, “Shameless”, “Doctor Who”, “Eric and Ernie” e più recentemente “In the Flesh” e abbiamo sviluppato una grande complicità. Al contempo, il nostro designer di produzione Sami Khan (che ha lavorato anche a “In the Flesh”) è una persona molto ponderata e stimolante da avere nel team. Ed è stato allo stesso modo stimolante e catartico lavorare con il film editor, Tom Hemmings, che è rimasto seduto con me in una stanzetta per quasi tre mesi. E’ stata la nostra prima collaborazione e davvero piacevole.

Il cast al completo si è dedicato al progetto meravigliosamente ed era di grande compagnia sul set. Volevo lavorare con Michael Gambon da sempre e si è mostrato all’altezza della sua fama. così come Julia McKenzie, con cui ho lavorato in precedenza, ma che ha fatto una performance sorprendente recitando al di fuori degli schemi. Rory Kinnear era incredibile da guardare sul set – penso che sia il migliore attore che io abbia mai visto. Keeley Hawes e io abbiamo già lavorato insieme prima, in “Spooks” e “Ashes to Ashes”, ma è stato meraviglioso vederla creare un altro fantastico personaggio. E’ stato particolarmente piacevole lavorare anche con Richard Glover, Monica Dolan, Keeley Forsith,Lolita Chakrabarti e Silas Carson, che per la prima volta hanno avuto ruoli importanti e complessi da interpretare, e ogni attore ha apportato un gran contributo a livello di dettagli e sottigliezze delle loro performance. Ancora, il cast dei giovani è stato un sogno – soprattutto Brian Vernel (Ciccio) e Abigail Lawrie, che non avevano mai recitato per lo schermo fino ad ora. Infine, ho avuto enorme piacere nella collaborazione con la sceneggiatrice Sarah Phelps. Come J. K. Rowling, anche lei è una narratrice fenomenale con una passione genuina per i personaggi e una forte voce narrativa.

Quali sono la sua scena e il suo personaggio preferiti?

Preferisco il personaggio di Krystal. E’ difficile estrarre una singola scena preferita, ma penso che sceglierei la sequenza di scene in cui lei e sua madre Terri ristabiliscono una connessione. Nell’episodio 2 nella scena in cui sono sedute mangiando zuppa e parlando di Ciccio e si emozionano sorprendendosi del fatto che stanno avendo finalmente una conversazione tra madre e figlia. Poi nell’episodio 3 quando Krystal prima riaffida Robbie a sua madre prima di uscire e poi nel momento in cui siedono insieme in giardino guardando le stelle.

Ha letto “il Seggio Vacante” prima che di venisse chiesto di dirigerne l’adattamento?

No, non l’ho letto prima di leggere lo script del primo episodio, il che è stato molto utile in questo caso perché mi sono potuto approcciare alla sceneggiatura senza pregiudizi. Qualche volta l’ignoranza può rivelarsi un vantaggio, dato che ho potuto leggere il libro più come una “bibbia” dei personaggi per controllare dove fosse possibile appropriato inserire qualche sfumatura e dettaglio in più che erano presenti nel libro all’interno delle location, set design e performance.

Ci sono state scene più difficili da girare?

1 – L’incubo di Howard – larve e vermi non possono essere addestrati e strisciano ovunque.

2 – Le scene con Robbie – c’era tanta violenza e linguaggio scurrile in molte delle sue scene, ma non sono state mai girate con Robbie presente, nemmeno quando avrebbe dovuto esserci. Questo ha richiesto un’enorme pianificazione per girare le scene con lui – praticamente registrando l’audio e girando almeno due volte le scene

3- le scene sul fiume – girare dentro o vicino all’acqua è sempre complicato e richiede molto tempo – alcune scene sono state anche rigirate per svariati giorni, il che richiede un clima costante. Siamo stati davvero fortunati ad avere un’estate così serena.

Per i lettori interessati ad una carriera nella TV o nel cinema, come raccomanderebbe la carriera di regista?

Oggigiorno è possibile girare e montare facimente corti a livello amatoriale, ma il miglior consiglio che potrei dare per diventare un regista televisivo è di studiare letteratura, teatro, documentario e narrazione. E’ necessario comprendere questo prima di cimentarsi sul come raccontare storie attraverso la camera, come fotografie, angolazioni e simili. Tutto questo viene dopo.

Come le si è presentata la possibilità di lavorare a “The Casual Vacancy”?

Nel solito modo – è stato contattato il mio agente, ho letto il copione e poi ho incontrato il produttore e i produttori esecutivi un paio di volte per parlare del progetto e scambiarci idee.

Ci sono molti temi politici e sociali particolarmente rilevanti ai giorni nostri nel Regno Unito, poichè ci stiamo avvicinando alle elezioni generali. E’ una cosa che ha tenuto presente mentre si girava e che ha determinato alcune delle sue decisioni?

Penso che i temi in questa storia saranno sempre rilevanti, non solo in questi tempi. Il fatto che fosse prevista un’elezione un anno dopo aver iniziato il progetto non è stata mai nemmeno menzionato in quanto è totalmente irrilevante per la storia, contrariamente a come alcuni hanno pensato. Sarah Phelps, la sceneggiatrice ha una coscienza sociale molto acuta, così come J. K. Rowling, ma la storia è su come le persone reagiscono a una morte improvvisa in una piccola comunità – la piccolezza del dolore – e di come gli effetti consequenziali di questa morte attraversino la vita di un gruppo di personaggi. L’elemento dell’elezione è sono un argomento complementare e uno strumento della narrazione per esplorare la vita di queste persone sia nel pubblico che nel privato. La vera mancanza non era nel consiglio cittadino, si trovava nelle loro vite e nei loro cuori.

Articolo originale Always J. K. Rowling

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