I registi di Harry Potter (2/4): Alfonso Cuaròn

Il terzo capitolo della saga, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004), viene diretto dal regista messicano Alfonso Cuaròn. Con questa scelta la Warner si affida ad un artista, con l’ovvia intenzione di creare un cambio di rotta. I protagonisti non sono più  bambini , ma adolescenti, una distinzione che renderà fondamentale la scelta di Alfonso Cuaròn come il nuovo regista di Harry Potter.
Cuaròn nasce a Città del Messico, nel 1961, ed è proprio in questa città che muove i suoi primi passi nel mondo del cinema, prima come semplice tecnico, poi come regista. 
Il suo primo film è Solo con tu pareja (1991), nel quale viene trattato il drammatico tema dell’AIDS. Il talento puro del regista è già evidentissimo, il film ottiene consensi a livello mondiale nonostante sia una produzione messicana. 

Il suo biglietto da visita per l’America è garantito. Escono quindi La piccola principessa (1995) e  Paradiso perduto(1998), entrambi film notevoli. Ma è con Y tu mamá también (2001) che il regista ottiene la fama e la stima incondizionata da parte di tutto il mondo del cinema. La stessa J.K.Rowling confessò di aver amato molto questo film e di essere una grande fan di Cuaròn. Lo stesso per molti altri attori importanti del cast di Harry Potter, tra cui David Thewlis ( Prof Lupin) e Gary Oldman (Sirius Black), entrambi fan di Cuaròn.
In Y tu mamà tambièn i protagonisti sono due adolescenti nei quali viene posto l’accento di certe ombre tipiche di quella età. Probabilmente, l’indubbia arte di Alfonso Cuaròn e la sua conoscenza delle turbe adolescenziali ha spinto la Warner alla sua scelta come regista. Nel film le sue immense doti si traducono nella svolta cupa della serie, fondamentale quando la magia è sempre più oscura, e i protagonisti si avviano a diventare grandi. 
Da fuoriclasse della cinepresa, Alfonso Cuaròn si distingue oltre che per la svolta dark, anche per aver riportato sullo schermo un tema molto delicato e astratto, i viaggi temporali. 
Per concludere, la sua conoscenza dell’animo umano e delle sue frustrazioni è percepibile sin dai primi fotogrammi del film, con quel rabbioso calcio di Harry al suo baule…

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